
Non sarebbe stata una imboscata quella dei 7 serra-panunziani, ma una volontà deliberata dei fioroniani di andare allo scontro frontale. È questo il retroscena che emerge dietro la riunione straordinaria di Consiglio comunale andata a rotoli giovedì scorso, quando la maggioranza si è ritrovata con un pugno di consiglieri soli di fronte al nulla.
Nella conferenza improntata dopo la figuraccia Martina Minchella, Daniela Bizzarri e Aldo Fabbrini, i soli democratici presenti, si sono subito radunati in conferenza stampa attaccando i sette, oltre che la minoranza. Dall’altra parte del cielo però non sono tutti d’accordo e Serra (ieri su Tusciaweb, ndr) ha spiegato che il Consiglio era inopportuno e che il capogruppo democratico Mario Quintarelli aveva già detto No.
Non solo, ci sarebbe dell’altro. In realtà non solo la contrarietà al Consiglio sarebbe stata nota, ma anche le assenze dei 7 consiglieri serra-panunziani lo erano. Comunicata in più modi, verbali e non. Alle loro assenze a quella di Augusta Boco, si è aggiunta, forse non a caso, anche quella di Christian Scorsi. Il giovane democratico infatti è considerato un fedelissimo di Leonardo Michelini e la sua assenza potrebbe essere letta proprio in questa chiave: quella della difesa dell’immagine, già compromessa per le continue crisi della maggioranza, del Sindaco. Il Consiglio infatti avrebbe messo in qualche modo in difficoltà il primo cittadino “massima autorità sanitaria locale” di fronte alla dirigente della Asl Daniela Donetti (e quindi di fronte alla Regione Lazio, alla quale risponde) verso la quale si sarebbe trovato a dover fare delle pressioni magari poco gradite.
Questa è pura speculazione, ma perché cercare lo scontro e la conseguente figuraccia dopo che le assenze erano già annunciate? La certezza è che il tema della sanità è sempre uno degli argomenti più delicati per una amministrazione locale. Settore sul quale gli interessi sono enormi e sul quale lo scontro politico è sempre aspro e ramificato. E questo non fa sicuramente bene a nessuno, quantomeno non ai cittadini.


















