Il retroscena\ Consiglio convocato martedì per depotenziare i dissidenti
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E così il Consiglio si potrebbe tenere senza i consiglieri dissidenti e pure senza alcuni della minoranza, come Giulio Marini che proprio per questo motivo ha potuto, lui solo, discutere i propri emendamenti giovedì scorso. Con il numero ribassato la maggioranza probabilmente pensa di avere vita più facile.

Terminata la settimana che doveva essere quella dell’approvazione del bilancio, ci si appresta ad avvicinarsi ad un’altra settimana. L’ennesima dedicata all’approvazione del documento economico, i cui termini scadevano nel mese di marzo.

Dopo il Consiglio andato a vuoto martedì scorso e l’allungamento inevitabile dei tempi per le restanti due sedute della settimana, giovedì pomeriggio la Conferenza dei Capigruppo ha scoperto le carte della maggioranza, che ha paura delle imboscate. I numeri infatti sono risicati. Lo avevamo già scritto (qui), ci sono almeno 4 o 5 consiglieri, tra Viva Viterbo e Pd, il cui voto positivo è considerato “a rischio”.

Tra questi c’è Marco Volpi, il consigliere democratico che aveva già comunicato, così come ci sono Melissa Mongiardo e Patrizia Frittelli (altre due ex dissidenti). Le proprie assenze per martedì erano già state comunicate. Proprio Volpi aveva recentemente dichiarato che avrebbe anche potuto votare No al bilancio. L’accordo tra maggioranza e opposizione, prima della Conferenza dei Capigruppo di ieri sera era di fare il Consiglio giovedì pomeriggio. Come sempre. Invece proprio negli istanti antecedenti alla riunione dei maggiorenti dell’assemblea cittadina, dall’alto sarebbe arrivato il diktat: “Il Consiglio si deve fare martedì, in seconda convocazione”.

E così il Consiglio si potrebbe tenere senza i consiglieri dissidenti e pure senza alcuni della minoranza, come Giulio Marini che proprio per questo motivo ha potuto, lui solo, discutere i propri emendamenti giovedì scorso. Con il numero ribassato la maggioranza probabilmente pensa di avere vita più facile, per la rabbia di alcuni dei consiglieri coinvolti che sono stati sentiti arrabbiarsi, non poco, con chi ha preso questa decisione.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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