“Il registro c'è, ma non c'è: non registratevi!”
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“Il registro c'è, ma non c'è: non registratevi!”. Emanuela Dei torna all’attacco della maggioranza Michelini sul tema delle unioni civili. L’euforia per la vittoria nella battaglia per l’istituzione del Registro per le coppie di fatto nel marzo scorso, si è trasformata in attesa, poi in dubbi e ora in rabbia
Emanuela Dei

“Il registro c’è, ma non c’è: non registratevi!”. Emanuela Dei torna all’attacco della maggioranza Michelini sul tema delle unioni civili. L’euforia per la vittoria nella battaglia per l’istituzione del Registro per le coppie di fatto nel marzo scorso, si è trasformata in attesa, poi in dubbi e ora in rabbia “perché – scrive Emanuela Dei – nel comune di Viterbo ancora nessuno ha mosso un dito. La delibera diceva che le coppie che si sarebbero iscritte al registro avrebbero avuto gli stessi benefici ed onori delle coppie sposate. Ma quali sono i benefici e gli oneri delle coppie sposate nel comune di Viterbo? Servizi sociali, Imu, Ici, spazzatura ,è possibile che negli uffici addetti non esista una foglio, un brogliaccio che elenchi cosa o non cosa una coppia che si sposa a Viterbo possa o non possa richiedere. Quindi non solo non si sa nulla per il registro, ma si fa finta di non sapere nulla persino dei benefici ed oneri per le coppie sposate. Quindi meglio rincoglionire le persone dicendo: non sappiamo!”.

Insomma hanno fatto “contente le associazioni che si sono battute per e stracontente le associazioni e la chiesa che si sono battute contro. Da marzo ad oggi, il registro delle unioni civili non contiene nulla, è vuoto. Non è stata fatta la convenzione con la Asl di Belcolle, non è stato riempito con nulla”. Emanuela Dei porta l’esempio di Bruno e Alessio, due uomini che volevano iscriversi ma che una volta recatisi in comune hanno capito che il Registro fosse vuoto. “Nessuno era stato in grado di dirgli quali sarebbero stati benefici e oneri. Già, perché nel comune di Viterbo ancora, e il registro è stato istituito da marzo, nessuno ha mosso un dito. Questa bandiera – conclude Emanuela Dei – è stata sventolata a destra e sinistra come un traguardo di onore per tutti i viterbesi. Bè, diciamocelo chiaro, non potevano non istituirlo dopo averlo promosso ma, tutt’ora,  possono renderlo impraticabile. Il giusto compromesso, l’uovo di colombo“.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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