
3400 firme in bilico. Tante sono le persone che negli scorsi mesi hanno deciso di mettere il loro nome sotto la richiesta di convocazione di un Referendum per l’acqua pubblica proposto dal Comitato “Non ce la beviamo” e che rischiano di vedere andare in fumo, almeno per ora, la loro speranza di votare su una questione così delicata.
Secondo il Regolamento dovrebbe essere la I Commissione ad esprimersi in merito alla richiesta firmata dai cittadini viterbesi. Commissione convocata questa mattina alle 9.30 per eleggere presidente e vice, in seguito alle dimissioni di Melissa Mongiardo, e poi per discutere proprio della proposta di Referendum, che andrà convocato entro il 28 febbraio.
Quasi sicuramente la Commissione salterà, a causa della crisi politica che blocca il Comune da ormai 70 giorni, e dunque il Comitato annuncia la presenza domani in aula. “Sarebbe molto grave – scrive – eludere questa richiesta. Se non dovesse essere affrontata la questione, ciò sarebbe un chiaro indice dei politici viterbesi di predeterminare il destino del servizio idrico verso la privatizzazione. Sarebbe un grave atto antidemocratico che dimostrerebbe lo scarsissimo rispetto nei confronti dei viterbesi”.
Qualora non fosse la Commissione ad esprimersi, potrebbe farlo il Consiglio comunale il prossimo 26 febbraio. Sempre che ci sia il numero legale e che la crisi sia davvero rientrata.


















