Il recital di Antonio Giuliani al teatro Francigena
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CAPRANICA - Sabato 15 febbraio alle 21 lo spettacolo nell'ambito della stagione "Allegramente" nata dallo sforzo condiviso di Teatro Caffeina e amministrazione comunale.

CAPRANICA – Lo conosciamo come attore, comico, e anche come doppiatore: Antonio Giuliani è uno dei più apprezzati umoristi che ha iniziato sul palco del conosciutissimo Seven Show, prima di apparire in film per la Tv, per il cinema e su tantissimi teatri che vanno continuamente esauriti.
E’ per questo che è un piacere accoglierlo a Capranica il prossimo sabato 15 febbraio alle 21: la stagione “Allegramente” nata dallo sforzo condiviso di Teatro Caffeina e amministrazione comunale di Capranica continua a portare divertimento e comicità nello splendido borgo degli Anguillara.
A Capranica Antonio Giuliani proporrà il suo Recital, un contenitore fatto della sua simpatia, dei suoi personaggi e del suo estro in un testo scritto con Maurizio Francabandiera, già apprezzato sul palco del Francigena con i Fuorisync: “Così come il buon vino, Antonio Giuliani, con il trascorrere del tempo, acquista un sapore e un gusto ancora maggiori e porta in scena uno spettacolo di qualità, capace di evidenziare la bellezza della nostra nazione, ripercorrendo vizi e virtù del nostro essere italiani”, si legge nella minuta dello spettacolo.
“Non mancano riferimenti al rapporto tra donna e uomo: le reazioni maschili ad alcune caratteristiche femminili (e viceversa), vengono affrontate con estrema comicità senza mai cadere nella volgarità.
La nevrosi, la capacità straordinaria di modificare gli atteggiamenti a seconda degli eventi, l’irriverenza giustificata nelle regole imposte, un occhio attento alla quotidianità, mettono in risalto la crescita di un artista, dove la recitazione cessante e frenetica, collocano senza dubbio Antonio Giuliani nei gradini più alti dell’originalità e del panorama comico italiano”, si legge ancora.
L’appuntamento è sempre al Teatro Francigena, Largo Ripoli, Capranica, una sala che ormai in tantissimi stanno imparando a conoscere e ad amare. Per informazioni e biglietti 0761 687 909 o 347 0437263.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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