Il "Re"-gino della politica. Brachetti e il ministro dell'Istruzione Giannini in tour per le scuole di Tuscania
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Regino Brachetti mette a segno una mandrakata elettorale. Spalla a spalla con il ministro dell'Istruzione per le vie di Tuscania, dove domenica corre per la fascia di sindaco.
Stefania Giannini

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini in tour per le scuole di Tuscania. Ma non è da sola, con lei Regino Brachetti. Per il “vecchio leone” etrusco domenica prossima è un giorno importante, il giorno del voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale. E lui c’è, come tradizione vuole, bello stampato sulle schede elettorali in uno dei rettangoletti dedicati agli aspiranti sindaci.

 

Una botta d’immagine non da poco, farsi fotografare per le vie e le scuole del paese, fianco a fianco con il ministro, a tre giorni dal voto. La notizia dell’arrivo della Giannini a Tuscania ci ha colto alla sprovvista. Un ampia galleria fotografica Brachetti-ministro è consultabile su Tusciaweb.

 

In questi giorni di campagna elettorale c’è un grande movimento di big della politica, soprattutto nei comuni della Tuscia che stanno a un tiro di fucile da Roma. Siamo però rimasti un po’ stupiti di questa visita, di un così importante personaggio (parliamo infatti di un membro del governo) in un piccolo paese. Sarebbe stato più normale l’arrivo in pompa magna all’Università degli Studi della Tuscia, forse. Forse, essendo la Giannini un pezzo del governo Renzi, avrà deciso anche su queste cose di “cambiare verso”. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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