Il ragazzo morto al lago di Bolsena è Gianni Rizzo, campione mondiale di pesca sportiva
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VITERBO - E' Gianni Rizzo, campione mondiale di pesca sportiva, il 36enne che ha perso la vita questo pomeriggio al lago di Bolsena. Di Rovigo era sceso nel Viterbese per pescare nel suo amato "verdone". 

VITERBO – E’ Gianni Rizzo, campione mondiale di pesca sportiva, il 36enne che ha perso la vita questo pomeriggio al lago di Bolsena. Di Rovigo era sceso nel Viterbese per pescare nel suo amato “verdone”. 

Il campione era impegnato in un’uscita di pesca, nello specchio d’acqua davanti a un campeggio di Gradoli quando un fulmine è stato attirato dal cimino della sua canna in carbonio, scaricandosi lungo questa e folgorandolo. Rizzo era in barca con un altro pescatore, ricoverato a Belcolle e in condizioni non gravi. Stando a quanto si è appreso i due stavano girando un video, quindi le immagini dovrebbero aiutare gli inquirenti a ricostruire l’accaduto.

Rizzo era una figura di rilievo internazionale nel mondo della pesca sportiva, conosciutissimo e imprenditore di peso nel settore. Il lago di Bolsena era uno dei suoi luoghi di pesca preferiti e luogo di prova e di filmati delle sue uscite, tutte rivolte a divulgare il Bass Fishing.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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