Il racconto del richiedente asilo Alou: "A Montefiascone vivevamo in 40 in due stanze"
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A Viterbo, da quando è entrato nei progetti di Arci Solidarietà Viterbo, ha trovato amici e una vita più normale rispetto a prima, quando stava a Montefiascone. Ora vive in un appartamento con altri ragazzi in attesa di sapere qualcosa della loro domanda di asilo.

Vi riproponiamo l’intervista ad Alou, giovane richiedente asilo, pubblicata sul sito di ArciViterbo.

Cosa significa vivere in 40 in una casa di due stanze, con i letti a castello e con soli 4 bagni a disposizione Alou lo ha provato. A Montefiascone, non in Malì, il paese dal quale proviene, prima di arrivare a Viterbo e di entrare nei progetti di accoglienza di Arci Solidarietà Viterbo Onlus.

Alou è un 28enne di Nonongo che in questi anni si è dato molto da fare per integrare la propria cultura con quella italiana, conquistando per questo anche il Premio Maestro Fardo 2016. Ha partecipato a numerose iniziative, tirocini e workshop. Ha lavorato grazie a Garanzia Giovani presso la Cna e ha svolto svariate attività di volontariato, prima di iniziare il Servizio Civile Nazionale alla Casa dei Diritti Sociali. “Mi piace – spiega – il servizio che faccio per la Confraternita dei Cavalieri del Soccorso di Viterbo. Insieme a loro portiamo le persone all’ospedale con l’autoambulanza quando ne hanno bisogno”.

Alou passa la giornata tra la scuola di italiano e il volontariato, con un obiettivo. “Mi piacerebbe rimanere a Viterbo e trovare lavoro in una sartoria. Prima però vorrei fare ancora esperienza e imparare ancora”. Per farlo segue corsi e tirocini, nei quali si impegna particolarmente.

A Viterbo, da quando è entrato nei progetti di Arci Solidarietà Viterbo, ha trovato amici e una vita più normale rispetto a prima, quando stava a Montefiascone. Ora vive in un appartamento con altri ragazzi in attesa di sapere qualcosa della loro domanda di asilo, è autonomo e si gestisce la propria vita rendendosi sempre meno dipendente dal supporto degli operatori di Arci Solidarietà Viterbo, che lo aiutano e lo hanno aiutato sin dai primi mesi. In poche parole, sta completando il proprio percorso di integrazione, fondamentale per la completa autonomia.

Prima di entrare nel progetto di Arci Solidarietà Viterbo viveva a Montefiascone, in una situazione più difficile. “Vivevamo in 40 in due stanze, dormivamo in letti a castello e avevamo 4 bagni in tutto. Dal pomeriggio fino alla notte in pratica eravamo costretti a stare sempre tutti insieme e non era facile. Mi ricordo un casino che è successo un giorno mentre guardavamo una partita alla tv”. Quando si è in tanti in pochi metri, infatti le tensioni salgono facilmente e questo Alou lo ricorda particolarmente bene. Soprattutto ora che vive una vita più dignitosa, in appartamento. “Sì – conclude – è davvero meglio così”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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