Il raccolto dell’anima di Franco Curreli. La recensione di Gloria
Foto Gloria Donati
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“La scintilla è stata lo scoprire tante affinità tra le atmosfere della pianura sarda e quelle delle vaste pianure americane che leggevo. Ho scavato dentro i miei ricordi d'infanzia e pian piano è nata la storia attorno a due figure chiave. Zemiro e il vecchio Riccardo.”

Oggi, voglio iniziare a raccontarvi questo meraviglioso libro dalla sua copertina.

Nella copertina evocativa troviamo un paesaggio rurale e un bambino di spalle in primo piano. I colori candidi dell’azzurro e di un giorno appena sorto. Il marrone dell’autunno, colori che scaldano il cuore e attirano lo sguardo. Tuttavia ciò che colpisce è quello che la copertina rimanda un paesaggio bucolico, un dolce richiamo all’immaginazione di un altra epoca. Un viaggio nell’immaginario naturalistico.

Una copertina che sa parlare del libro e racconta già emozioni vivide.

La solitudine di quel bimbo che poi scoprirà essere il nostro protagonista Zemiro pensieroso e triste a causa della morte del suo babbo.

Emozione 

L’emozione di Zemiro pervade il nostro animo, come, l’amore di una madre che per un figlio sarebbe pronta a tutto anche, non curarsi pur di mandare avanti la famiglia. Il vuoto del papà andato via troppo presto che, si sente in ogni riga. La cupidigia del Signore più potente di quelle terre. La strafottenza e la crudeltà nel manipolare la vita dei paesani sottoposti al suo volere, per chi e volente o nolente quasi tutti lo dipendono da lui e dal lavoro che offre.

Una vita dura, contornata dall’amore.

Pagine d’anima

Quando ho chiesto all’autore cosa avesse ispirato il suo racconto lui mi ha risposto così:

“La scintilla è stata lo scoprire tante affinità tra le atmosfere della pianura sarda e quelle delle vaste pianure americane che leggevo. Ho scavato dentro i miei ricordi d’infanzia e pian piano è nata la storia attorno a due figure chiave. Zemiro e il vecchio Riccardo.”

Ricordi ed emozioni che si sommano in questo libro ricco di entusiasmo e passione.

Trama il raccolto dell’anima 

Zemiro, giovane adulto di successo, bussa alla porta di un anonimo giornalista. Sente che è la persona giusta per raccogliere e trasferire su carta ciò che ha da raccontargli. Nell’estate del 2006 Zemiro ha dodici anni e vive con la madre. Per caso scopre degli scatoloni colmi di agende del padre, morto cinque anni prima. Scoprirà un uomo che non aveva mai nemmeno immaginato e sarà il suo modo di sentirlo ancora vivo vicino a sé. La mattina la madre lavora e per non farlo stare solo, lo affida al cugino più grande che lo deride e scredita continuamente. Zemiro si isola dal gruppo di giovani appena può e scopre, grazie a un binocolo, vecchio regalo del padre, un mondo da scrutare dalla cima di una collina.  Da lì osserva le abitudini del vecchio Riccardo che lavora la terra con la lentezza propria degli anziani. Un “gioco” finito male del cugino provoca un incidente che avvicina Zemiro al vecchio.  Nasce subito un’affinità e un legame affettivo tra i due che porterà entrambi a scoprire dei lati nascosti del proprio carattere.

Biografia dell’autore 

Franco Curreli (San Gavino Monreale, 1979) lavora a Olbia, dove risiede da anni, nel settore della logistica alimentare. Lettore fin da piccolo, rimane folgorato dal fascino delle storie quando scopre Il vecchio e il mare di Hemingway. Gestisce una pagina Instagram @bookman1979 con suggerimenti di lettura e citazioni. Quando la passione si è trasformata in ossessione ha deciso a dare ordine alle agende piene di appunti che lo seguono ovunque. Il raccolto dell’anima è il suo primo romanzo.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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