Il Prorettore della Mediterranean University a Viterbo in visita al Centro Internazionale di Ricerca Sport Paralimpici
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COSTRUTTORI - Ieri pomeriggio la visita del Prorettore della Mediterranean University of Albania al Centro Ricerche Sport Paralimpici di Viterbo, attivo da alcuni mesi.

COSTRUTTORI – Un modello da cui prendere spunto per replicare buone pratiche e operatività nel mondo: il Centro Internazionale di Ricerca Sport Paralimpici Sport Academy / IRC UniFUNVIC Dr. Taglia.

La struttura è stata al centro della visita da parte del Prorettore della Mediterranean University Prof. Arben Cici, che ha potuto apprezzarne dal vivo l’organizzazione e l’efficienza per poi trasferirne l’esempio sul proprio territorio, e in particolare nei paesi dei Balcani. La Mediterranean University ha da poco istituito un dipartimento di Fisioterapia, l’idea del Prorettore è quella di creare un dipartimento dedicato alla Prevenzione e Cura dei disabili e in particolar modo agli atleti paralimpici dei paesi balcanici.

Il Centro ricerche di Viterbo vanta collaborazioni scientifiche e supporti operativi di tutto rispetto: Fondazione Caponnetto Dip.to Sport, Inclusione e Disabilità, AIPU / Associazione Italiana Posturologia Universitaria, ANILDD / Associazione Nazionale Invalidi del Lavoro e Disabilità Diffusa, PSAF/Associazione Scientifica Professionisti Sanitari Forensi ed Assicurativi, Para Ju Jitsu Italia. Per questo motivo il progetto viterbese suscita notevole interesse e si configura come un’eccellenza mondiale per la prevenzione degli infortuni muscolari indiretti nello sport paralimpico.

Durante la visita del Prorettore sono proseguite le attività di ricerca per la prevenzione degli
infortuni muscolari indiretti sugli atleti paralimpici. Preziosa e determinante la collaborazione e
l’impegno di Evelina Bastianini, coach di numerosi atleti disabili e paralimpici del Viterbese e della società MICRO LAB, partner di IRC UniFUNVIC.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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