Il primo vero parco urbano di Viterbo inizia a prendere forma: sentieri, aree gioco, punti d'incontro e tanti nuovi alberi
Foto planimetria Parco San Paolo
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VITERBO - Dal Carmine scendendo fino a Porta Faul, costeggiante via San Paolo, c’è una grande area verde, che pochissimi viterbesi conoscono e vivono.

VITERBO – I viterbesi avranno il loro primo vero parco urbano: Parco San Paolo. Dal Carmine scendendo fino a Porta Faul, costeggiante via San Paolo, c’è una grande area verde, che pochissimi viterbesi conoscono e vivono. Uno dei progetti che stanno per diventare realtà, grazie ai fondi del PNRR, prevede un importante intervento di riqualificazione di questa parte di città, a ridosso delle mura storiche, e la riconsegna a parco ai cittadini.

Il progetto punta alla realizzazione di campi di basket, una riqualificazione della zona a verde, realizzazione di sedute e percorsi e restauro della torre della Bacarozza, fino a oggi sconosciuta ma che verrà resa visibile.

Un parco di dimensioni notevoli che è destinato ad andare a ricoprire una centralità nella vita quotidiana dei viterbesi una volta che i 2 milioni e 400mila euro di lavori saranno scaricati a terra. E proprio in questi giorni il cantiere ha iniziato a muoversi, destando grande curiosità nei cittadini. 

L’intera area sarà resa accessibile, attraverso un lavoro sull’abbattimento delle barriere architettoniche, e riqualificata. I lavori prevedono la realizzazione di due sentieri, che renderanno possibili due tipi di percorso: uno che costeggia la cinta muraria fino ad arrivare a una cascata di cui la maggiore parte dei viterbesi non conosce neppure l’esistenza e l’altro che porta al quartiere di Pianoscarano. 

Prevista la realizzazione dell’illuminazione pubblica e di un sistema di videosorveglianza gestito da remoto. Inoltre si prevede la realizzazione, all’altezza del quartiere Carmine di un’area playground con campi da basket, calcetto e spazi per l’esercizio a corpo libero. 

Parte dei fondi sono destinati agli arredi urbani come le panchine e sedute varie, ai giochi per bambini, fontanelle, impianti di irrigazione temporizzati, portabiciclette e cestini per la raccolta differenziata

Saranno piantumati nuovi alberi da fiore e da frutto, per riecheggiare l’antico uso a orti di questa zona della città. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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