
Pressing del segretario provinciale del Pd Andrea Egidi per tentare una ricucitura in seno alla maggioranza di Leonardo Michelini. Mentre la crisi veleggia tranquillamente, si fa per dire, oltre le colonne d’Ercole dei cinquanta giorni i “pontieri” stanno cercando di ricomporre la situazione.
L’impresa non è affatto facile, ma tra gli infaticabili si sta accreditando proprio il segretario provinciale. Sempre più spesso è possibile incrociarlo per i corridoi di Palazzo dei Priori con l’obiettivo di agire come una goccia cinese sul sindaco e convincerlo a dare un segnale che possa avviare la necessaria fase di scongelamento.
Obiettivo di Egidi sarebbe quello di mettere “nel microonde” la partita, in maniera tale da arrivare all’importante appuntamento di venerdì con già sul piatto una ricucitura mangiabile un po’ per il palato di tutti. Alle 17,30 infatti andrà in scena una riunione della direzione provinciale allargata a quella comunale. Sarà un momento di confronto schietto, con al centro due questioni: il rapporto tra Pd e Moderati e Riformisti e la crisi del Comune di Viterbo.
Da cartellone subito dopo dovrebbe svolgersi, anche se il condizionale sembra essere d’obbligo, un incontro del gruppo comunale Pd con Lorenzo Guerini e Fabio Melilli, special guest della serata.
Sostanzialmente nulla è cambiato da quel 19 dicembre, giorno in cui Marco Volpi si presentò alla fine della messa di saluto alle suore clarisse alla basilica di Santa Rosa per consegnare nelle mani del primo cittadino un documento di sfiducia firmato da sette consiglieri Pd. Si sono avuti alcuni faccia a faccia e i sette hanno chiesto al sindaco un segnale: le dimissioni. Lo stesso ha replicato, con apposita conferenza stampa, che non è sua intenzione dimettersi. Riuscita il segretario Egidi ha sciogliere questo iceberg?
In caso contrario non resterebbe che assistere al remake del Titanic, in salsa viterbese. E Michelini non è certo Leonardo Di Caprio.


















