Il presidente Signori (Confartigianato) rilancia l'appello della Thunberg e indica la strada dell'economia circolare
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VITERBO - Tutela dell'Ambiente, il presidente di Confartigianato Imprese Viterbo lancia un appello a "fare di più", rilanciando l'appello della giovane Greta Thunberg.

VITERBO – Tutela dell’Ambiente, il presidente di Confartigianato Imprese Viterbo lancia un appello a “fare di più”, rilanciando l’appello della giovane Greta Thunberg.

“Si può fare di più, ma solo se l’approccio alla battaglia per la tutela ambientale sarà di natura scientifica e non politica -. Non dovete ascoltare me ma quello che dicono esperti e scienziati. Unitevi dietro alla scienza!”: con queste parole la giovane attivista svedese Greta Thunberg, ospite al Congresso degli Stati Uniti, ha invitato il mondo ad affrontare i cambiamenti climatici con maggiore attenzione alle linee guida indicate dagli scienziati che si occupano di sostenibilità ambientale.

“A poche ore dal summit all’Onu per il clima, credo sia opportuno fare proprio l’appello della Thunberg – così Signori -, invitando i governi di tutti i paesi ad avviare velocemente un modello di economia che rompa col passato e che rispetti l’ambiente. Un’economia circolare che riduca – fino ad eliminarla del tutto – la produzione dei rifiuti, creando un benessere diffuso grazie al riciclo e alla rigenerazione delle risorse.

La tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile rappresentano prima di tutto un problema culturale, che va risolto con un cambio di mentalità improntato, oltre ogni condizionamento politico, a ciò che la scienza prescrive al fine di creare un nuovo approccio all’ambiente fondato sulla sfera valoriale prima che su quella cognitiva.

Come sottolineato già più volte dalla Confartigianato, lo sviluppo di processi e prodotti legati all’economia circolare rappresenta una sfida strategica per garantire un uso razionale delle risorse naturali. Va superato ogni stallo lamentato più volte e a più riprese dal mondo delle imprese che hanno capito l’importanza di un cambio di passo in ambito ambientale. Solo in questo modo sarà possibile un reale percorso di crescita verso la de-carbonizzazione, la de-plastificazione e l’uso efficiente e razionale delle risorse naturali”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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