Il prefetto: “Le forze dell’ ordine monitoreranno il funerale di Camilli”
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VITERBO – Giovanni Bruno vuole evitare assembramenti durante la cerimonia per l’ultimo saluto a Stefano Camilli.

VITERBO – Il prefetto Giovanni Bruno vuole evitare assembramenti durante la cerimonia per l’ultimo saluto a Stefano Camilli: “Il funerale –è ammesso nei limiti in cui sono ammessi tutti i funerali. Ho comunque dato indicazioni alle forze dell’ordine affinché lo monitorino per non permettere alcun eventuale assembramento. Né all’interno della chiesa né all’esterno”.

Il prefetto vuole far rispettare le norme previste dal Decreto della Presidenza del Consiglio in materia di funerali: “Sono consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone. Con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Siamo sicuri che, dopo gli appelli dei famigliari e della Viterbese, di cui Stefano era un grande tifoso, tutti sentiranno la responsabilità di rispettare le regole e che non ci sarà alcun problema.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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