
Metti un sabato a pranzo tra Moderati e Riformisti e metti che al tavolo siede anche qualche pezzo del Pd, area popolare.
Tutto questo è accaduto ieri in un noto ristorante di Viterbo, dove si sono dati appuntamento candidati della lista per le provinciali Moderati e Riformisti, esponenti delle varie liste civiche di area che siedono a Palazzo dei Priori e anche consiglieri comunali del Partito Democratico.
Un incontro di natura strettamente privata e su cui poco è trapelato. Bocche cucitissime, anche perché i venti di guerra che soffiano dentro al Partito Democratico viterbese non promettono nulla di buono.
Lunedì il coordinatore dell’Unione Comunale Stefano Calcagnini ha convocato l’assemblea per analizzare la situazione politica e prendere decisioni su quanto sta accadendo. Martedì altra convocazione del segretario del Circolo Pd di Viterbo Carlo Mancini. Questa si terrà al Borgo ed è aperta anche ai simpatizzanti del partito, per raccogliere l’umore della gente.
Ma torniamo al pranzo. Alcuni ne hanno negato l’esistenza, altri hanno detto di non essere andati e chi c’è stato invece non si sbottona. Al tavolo si sono seduti in circa quaranta. Il piatto del giorno il festeggiamento del risultato delle provinciali. Ma si è iniziato a parlare anche del menù dei prossimi giorni. La domanda delle sette pistole: che fare?
Intenzione dei più sembra essere la costituzione, con tanto di statuto, di un vero soggetto politico. Se così fosse dobbiamo aspettarci un’uscita dei popolari dal Partito Democratico? Al tavolo c’erano alcuni di loro.


















