Il pozzo di Monte Jugo è tornato potabile, arsenico sotto controllo e mezza Viterbo torna a bere dal rubinetto
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"Auspichiamo che questa situazione sia quantomeno servita a far emergere la problematica della tempistica di comunicazione nella filiera ARPA - ASL all'autorità sanitaria comunale, una criticità già sollevata, che deve essere risolta". Così la sindaca Chiara Frontini.

VITERBO – L’acqua delle zone servite dalla rete idrica centro Monte Jugo è tornata potabile. Il parametro arsenico – come comunicato dalla Asl di Viterbo con nota del 14-5-2025 (acquisita al protocollo generale del Comune di Viterbo in data odierna), all’esito delle analisi effettuate da Arpa Lazio, con prelievo in data 13 maggio 2025 – è tornato conforme ai valori previsti dalla vigente normativa.

Questa mattina la sindaca Frontini ha pertanto emanato l’ordinanza sindacale (n. 14 del 15-5-2025) con cui revoca il precedente provvedimento (ord. sindacale n. 13 del 12-5-2025), ovvero quello di divieto di utilizzo dell’acqua per uso alimentare. Con effetto immediato, le zone alimentate dalla suddetta rete idrica distributrice centro Monte Jugo (Poggino, Riello, Tuscanese, Bagni, Pilastro, strada Freddano, centro storico (parte), Pianoscarano, Paradosso, via Valle Cupa, via San Pellegrino, via Cardinal La Fontaine, via Chigi, via Orologio Vecchio, via Mazzini, viale R. Capocci, via della Caserma, via del Paradiso, Ellera, via Gorizia, via Dalmazia, via Venezia Giulia, via Benedetto Menni, viale Trento, zona Villanova, strada Teverina, strada Santissimo Salvatore, zona artigiana strada Teverina, strada Pozzo Ranieri), possono tornare a utilizzare regolarmente l’acqua anche per uso alimentare.

“I valori sono tornati nella norma – spiega la sindaca Frontini – peraltro come sono sempre stati ultimamente rispetto al parametro dell’arsenico. Auspichiamo che questa situazione sia quantomeno servita a far emergere la problematica della tempistica di comunicazione nella filiera ARPA – ASL all’autorità sanitaria comunale, una criticità già sollevata, che deve essere risolta”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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