Il Pirandello di Enrico Lo Verso fa il pienone al Teatro Caffeina
lo verso
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Uno, nessuno, centomila al Teatro Caffeina ieri sera. Non solo “centomila” mani che applaudono, ma soprattutto una voce che registra il sold out al Teatro Bistrot Caffeina, quella di Enrico Lo Verso che porta in scena la storia di Vitangelo Moscarda, il sicialiano più celebre tra i personaggi di Pirandello.

Uno, nessuno, centomila al Teatro Caffeina ieri sera. Non solo “centomila” mani che applaudono, ma soprattutto una voce che registra il sold out al Teatro Bistrot Caffeina, quella di Enrico Lo Verso che porta in scena la storia di Vitangelo Moscarda, il sicialiano più celebre tra i personaggi di Pirandello.

Sold out per uno spettacolo che gira l’Italia da un anno e che da sempre conferma la bravura e l’empatia di Enrico Lo Verso che, prima e dopo lo spettacolo, concede al suo pubblico strette di mano, foto e sorrisi.

Scenografia scarna, giochi di luci e di suoni che ripercorrono la lucida “pazzia” del personaggio di Pirandello e poi la voce di Lo Verso che, in un accento siciliano perfetto, diventa il banchiere Moscarda e si lascia acclamare dal pubblico viterbese che conferma, con una massiccia presenza, il suo amore per il teatro.

Vedersi con gli occhi della gente, vedersi ma non guardarsi attraverso lo specchio distratti da una piccola deformazione del naso mai notata prima che diventa altro, un gigante tra l’essere e l’apparire.

Penultimo appuntamento per la prima stagione del Teatro Caffeina che registra grande plauso del pubblico e una partecipazione degna di una vera città di cultura.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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