Il Pilastro ha iniziato il suo viaggio nel futuro grazie alla capsula del tempo
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Troncarelli: "La capsula del tempo è un'idea innovativa che unisce il mondo di ieri, di oggi e sarà fonte di sapere e identità nel futuro"

Una mattinata di festa, scambio intergenerazionale e occhi puntati sul futuro al Pilastro. Nel giardino della scuola elementare Alessandro Volta è stata interrata una capsula del tempo. Un progetto delle associazioni Apertamente e Juppiter, realizzato in collaborazione con l’istituto scolastico e il Centro Sociale Polivalente del quartiere. Il tutto con il sostegno e la condivisione dell’assessorato alle Politiche Sociali, presente all'evento nella persona dell’assessore Alessandra Troncarelli.

È la prima volta che diverse realtà cittadine vengono coinvolte in un progetto di questo tipo per la città di Viterbo. Attenta e curiosa la partecipazione dei ragazzi, ma anche dei nonni del centro anziani. Alle 10 l’interramento e l’augurio di ritrovarsi tutti tra 25 anni per riaprire il contenitore e condividere con il quartiere il momento. La mattinata ha visto anche una serie di attività: dalla proiezione di un video con interviste tra nonni e ragazzi, giochi di un tempo e la merenda di una volta. Un modo anche per promuovere l'alimentazione sana presso le nuove generazioni.

“Il Pilastro del Futuro”, questo il titolo dato all’iniziativa. “Quella di oggi è una grande festa dove mettiamo al centro la coesione sociale, lo scambio di idee ed esperienze intergenerazionali. Così rimarchiamo un concetto importante: i giovani sono il motore della società di oggi e di domani ma è importante che conoscano e facciano tesoro dell’esperienza degli adulti, che hanno già vissuto problematiche e situazioni maturando l’esperienza necessaria per trovare strade positive da percorrere. La capsula del tempo è un’idea innovativa, perché sa unire il mondo di ieri, di oggi e sarà fonte di sapere ed identità per il futuro”. Queste le parole con cui ha salutato l’iniziativa l’assessore Troncarelli.

“Ringrazio molto e con grande felicità gli organizzatori e tutti i partecipanti – ha continuato – per aver aperto una nuova strada dello stare insieme con gioia e nel solco della condivisione di progettualità”.

“Memoria e sogno sono dimensioni indispensabili per l’educazione dei giovani. Questo è quanto cerchiamo di fare ogni giorno e quella di oggi è  un’occasione bellissima, capace di attivare un dialogo proprio in queste dimensioni di memoria e sogno tra anziani e giovanissimi. È ancora più bello farlo al Pilastro, un quartiere dove ci sentiamo a casa e che ospita le attività di Juppiter da ormai cinque anni. Ringrazio il Comune di Viterbo, il Centro Anziani, la scuola Volta e l'associazione Apertamente con cui lavoriamo insieme”, il saluto del presidente Juppiter Salvatore Regoli.

“Grazie alla preziosa e attiva partecipazione dei bambini e degli anziani abbiamo potuto realizzare una cosa che per noi di ApertaMente è molto importante – le parole del presidente di Apertamente Daniele Zinghinì -. È stato possibile fare un passo avanti verso quella che ci piace chiamare rivoluzione intergenerazionale. Abbiamo, nel nostro piccolo, abbattuto un muro che diventa sempre più alto, quello tra due generazioni lontane, bisnonni/nonni e nipoti. ‘Il Pilastro del Futuro’ ci ha permesso di favorire un dialogo, la trasmissione di storie e di esperienze vissute dei bambini di ieri ai bambini di oggi e cosa più importante porteremo questi vissuti nel futuro, ai bambini di domani. Creando così una memoria collettiva, dove il messaggio importante è quello della cooperazione e della coesione sociale e il linguaggio comune tra passato, presente e futuro è la dimensione ludica, il gioco, che se fatto bene diventa anche una cosa seria. Ringrazio il Comune, Juppiter e gli anziani e bambini con cui abbiamo passato ore davvero piene di emozioni e significato”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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