Il Pianoscarano piange Vincenzo Rossi: "Un uomo a cui era impossibile non volere bene"
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VITERBO - Avrebbe dovuto allenare i pulcini 2012 rossoblu. "Voglio ricominciare dai bambini perché è solo grazie a loro che posso ritrovare quella voglia e quell'entusiasmo per un mondo che ho voluto bene ma che mi ha anche segnato. Loro sono la cosa più bella del mondo e voglio mettermi a disposizione di loro e della Società per dare il mio contributo per la crescita del Pianoscarano".

VITERBO – La società del Pianoscarano piange Vincenzo Rossi, prematuramente scomparso all’età di 45 anni. “Viterbo si sveglia malinconica e triste. Viterbo svogliata, cupa. Viterbo sconsolata e senza alcuna voglia di sorridere. Una Viterbo che però non dimentica e nel dolore dell’addio spalanca armadi alla ricerca di maglie dell’epoca, libri e sfoglia giornali alla ricerca di quanti più elementi possibili che possano far tornare in vita un uomo a cui era impossibile non volere bene. I più fortunati hanno la possibilità di raccontare aneddoti di un calcio romantico e sincero, altri invece ascoltano consapevoli di essersi sicuramente persi qualcosa.

Viterbo saluta con commozione e affetto Vincenzo Rossi, calciatore, mister e soprattutto amico.
Saluta un uomo disponibile, generoso e professionale. Dopo alcuni anni lontano dai campi da gioco, aveva deciso in questa stagione di ricominciare con noi, per poi farsi da parte per alcuni problemi familiari che solo nei mesi a seguire sono diventate certezze. Avrebbe dovuto allenare i pulcini 2012 rossoblu.

“Voglio ricominciare dai bambini perché è solo grazie a loro che posso ritrovare quella voglia e quell’entusiasmo per un mondo che ho voluto bene ma che mi ha anche segnato. Loro sono la cosa più bella del mondo e voglio mettermi a disposizione di loro e della Società per dare il mio contributo per la crescita del Pianoscarano”.

È stato un onore averti conosciuto Vincenzino…grazie per tutto quello che hai saputo dare a questo calcio sempre più povero di persone come te. Condoglianze alla famiglia da tutta la G.S.D. Pianoscarano 1949″. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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