
VITERBO – Salta il sottopasso per il passaggio a livello di piazzale Gramsci e la riqualificazione dei palazzi Ater del Pilastro. Il Piano Periferie viterbese perde pezzi, ben due su dodici.
Si tratta delle progettualità in partnership con Ferrovie e Ater, collaborazioni che davano diritto a premialità in fase di valutazione da parte del Governo. A più di un anno dalla firma dell’allora primo ministro Paolo Gentiloni al Poggino ad andare avanti sono ancora solo le carte. Anche se non tutte appunto.
Il progetto della ferrovia per risolvere l’annoso problema, su cui la classe politica locale torna ogni tre per due e ormai buono quasi per ogni campagna elettorale, prevedeva uno stanziamento dello stato per 2 milioni e 700mila euro. La rigenerazione edilizia degli stabili di via Corvi e Rossi Danielli ne contava 900mila.
Dovevano intervenire in quota parte rispettivamente Ferrovie e Ater. Ma la cosa, anzi le cose, sono destinate a saltare. Ferrovie ha già incontrato l’assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini per fare presente che non c’è più intenzione di investire nell’opera. I dirigenti della società hanno avanzato una nuova ipotesi: collaborazione sull’intervento in cambio di conversione, da parte di Palazzo dei Priori, di alcune cubature di proprietà dell’azienda in commerciale e residenziale.
Una permuta che però non ha visto interessato proprio il Comune. Sul Pilastro invece la situazione è resa difficile dal fatto che circa l’80% degli inquilini delle case Ater in realtà ha riscattato l’appartamento, diventando proprietario. Così il cofinanziamento dovrebbe coinvolgere solo in piccola parte Ater e per il restante i proprietari degli alloggi.
L’impegno di Ferrovie e Ater era di contribuire con il 25% della somma stanziata dal Comune.


















