Il pianista del Chiambretti Night, Andrea Bacchetti, per il Concerto di Pasqua all'Unione
Andrea-Bacchetti
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - In un confronto storico musicale tra due grandi geni dell’opera Mozart e Salieri, dipinti quali avversari da Puskin, avvolti da una terribile leggenda circa l’avvelenamento del divin Salisburghese, il pianista Andrea Bacchetti, a tutti noto quale pianista del Chiambretti Night, esecutore fulgido dei classici, ci regalerà un excursus tra i due  compositori. E ci riserverà simpatiche sorprese.

VITERBO – Il Concerto di Pasqua del 21 aprile ore 18 al Teatro dell’Unione di Viterbo chiude la rassegna dedicata all’opera lirica e sinfonica con un ospite d’eccezione, il pianista Andrea Bacchetti, nell’ambito della stagione teatrale promossa dal Comune di Viterbo, in collaborazione con ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio e Mythos Opera Festival.  

In un confronto storico musicale tra due grandi geni dell’opera Mozart e Salieri, dipinti quali avversari da Puskin, avvolti da una terribile leggenda circa l’avvelenamento del divin Salisburghese, il pianista Andrea Bacchetti, a tutti noto quale pianista del Chiambretti Night, esecutore fulgido dei classici, ci regalerà un excursus tra i due  compositori. E ci riserverà simpatiche sorprese.

Nato nel 1977, ancora giovanissimo Andrea Bacchetti ha raccolto i consigli di Karajan, Magaloff, Berio, Horszowski, Siciliani. Debutta a 11 anni a Milano nella Sala Verdi con i Solisti Veneti diretti da C. Scimone. Nel 2001 la giuria del Concorso Micheli, presieduta da Luciano Berio, gli ha assegnato all’unanimità il Premio Speciale della Fondazione Calouste Gulbenkian per la migliore esecuzione del brano di musica contemporanea inserito nel programma di concorso.

Da allora si è esibito nelle massime istituzioni e festival di tutto il mondo, come il Lucerne Festival Strings, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Festival pianistico internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” di Bresciae Bergamo, il Festival internazionale di musica da camera di Cervo, il Piano aux Jacobins di Tolosa, il Pacific Music Festival di Sapporo e molti altri, anche prendendo parte a tournée nei paesi dell’America del Nord e del Sud, oltre che in Giappone. 

Sì è inoltre esibito con molte orchestre internazionali di rilievo, Camerata Salzburg e Salzburg Chamber Soloists, RTVE Madrid, Sinfónica de Asturia, Oviedo, OSCYL, Valladolid; MDR Lipsia, Kyoto Simphony Orchestra, Sinfonica di Tenerife, Filarmonica della Scala.

Oltre a dedicarsi all’attività di concertista, Bacchetti si impegna in diversi progetti discografici dedicati al suo maestro, Luciano Berio, e ad alcuni tra i più importanti compositori classici. Con la Sony Classical Italia e in collaborazione con la Biblioteca Marciana, incide una raccolta dedicata ad alcuni compositori attivi a Venezia nel XVIII secolo le cui partiture sono conservate nella Biblioteca: La tastiera italiana.

Il ciclo viene aperto dalla registrazione delle sei sonate per clavicembalo di Luigi Cherubini, per la prima volta incise su pianoforte moderno nel 2009. Il disco viene inserito nella Penguin Guide to Recorded Classical Music 2010. Altro lavoro notevole in questo ciclo è il disco The Scarlatti Restored Manuscripts (2014), dedicato a Domenico Scarlatti, con cui Bacchetti ottiene il prestigioso premio ICMA (International Classical Music Award) per la categoria Musica
strumentale barocca nello stesso anno.

Contemporaneamente alla Tastiera italiana, sempre con Sony Classical incide un ciclo dedicato a Johann Sebastian Bach.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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