Il pellegrino 'Brice di Dio' fa tappa a Viterbo. E' in viaggio dal 2023 e ha percorso 15mila chilometri con un'asina e un chihuahua
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Padre Brice era un'operatore sanitario, poi una crisi personale e ora questo lungo cammino di fede. Si muove affidandosi alla Provvidenza. A Viterbo è stato ospitato da don Luca Scuderi dalla parrocchia del Sacro Cuore. I suoi compagni di viaggio sono stati ospiti di Agriland Giardino. Anche loro hanno ricevuto le credenziali dalla consigliera Croci. 

VITERBO – Tra i pellegrini in transito per la Tuscia in questi giorni anche uno molto speciale che chiamano “Brice di Dio”. Lo ha incontrato e accolto la consigliera delegata alla Francigena Alessandra Croci, che ha scattato insieme a lui una foto davanti a palazzo papale.

Si tratta di un pellegrino francese, partito il 9 luglio 2023 da Puy en Velay con l’obiettivo di giungere a Compostela, passando prima per Gerusalemme e Roma. Un’avventura fatta di tante strade la sua, tutte un passo dopo l’altro insieme a un chihuahua (Stich) e un’asina (Esperance). E’ passato, in questi anni, due volte per Roma e altrettante per Viterbo , muovendosi sul tracciato della Francigena.

Ha anche incontrato Papa Francesco e nei giorni scorsi ha assistito dalla città santa al Conclave e all’elezione di papa Leone XIV.
Su Facebook e su tiktok è PetitFrère Brice Di Dio. Un pellegrino come non se ne vedono più, immerso in un cammino spirituale cominciato nell’aprile del 2023 di 15 mila chilometri e che finirà in questo 2025.

Padre Brice era un’operatore sanitario, poi una crisi personale e ora questo lungo cammino di fede. Si muove affidandosi alla Provvidenza. A Viterbo è stato ospitato da don Luca Scuderi dalla parrocchia del Sacro Cuore. I suoi compagni di viaggio sono stati ospiti di Agriland Giardino. Anche loro hanno ricevuto le credenziali dalla consigliera Croci.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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