Il Pd sogna (non a torto) di vincere a Viterbo: “Siamo l’unica alternativa, il civismo è un esperimento fallito”
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VITERBO – Il Partito Democratico viterbese guarda con ottimismo alle comunali 2027 nel capoluogo. Con “Diamo forma al futuro”, una serata di bilanci ma soprattutto di prospettiva, i dem hanno fatto la loro mossa sulla scacchiare. Il messaggio che esce dal salone conferenze delle Terme dei Papi è chiaro, quasi una chiamata alle armi ed è riassumibile così: Viterbo è ferma, il civismo di Chiara Frontini si è trasformato in un guscio vuoto e il Pd si candida a essere l’unica sponda possibile.

A dettare i tempi è Enrico Panunzi, che nel Pd locale continua a essere il metronomo. Il vicepresidente del Consiglio regionale non gira intorno all’ostacolo: “Lavoriamo per il ballottaggio”. Una frase che, detta da lui, ha il peso di un impegno programmatico. Il modello è quello di Civita Castellana, la parola d’ordine è “partecipazione”. Panunzi lancia un invito che è anche una provocazione: “Chi ha proposte si faccia avanti”. Vuole una candidatura condivisa, un processo che parta dal basso e non calato dall’alto da qualche segreteria romana, conscio che per battere l’attuale inquilina di Palazzo dei Priori non serve solo un nome, ma un popolo. La mentalità di questo leader (effettivamente il termine a questo punto gli calza), che riecheggia la schiettezza di Josè Pepe Mujica oltre ad avere gli stessi baffi, si dondola su questa amaca del pensiero: “In un’epoca in cui la serietà, il confronto e la preparazione stanno diventando merce sempre più rara, e in cui troppo spesso l’opposizione si misura a colpi di slogan e clamori, continueremo a scegliere un’altra strada: quella del dialogo, del ragionamento e della politica fatta tra le persone. È così che si costruisce il futuro.

Per Viterbo vogliamo aprire un percorso vero, partecipato, in cui chiunque abbia qualcosa da dire, un’idea da condividere o un contributo da offrire possa sentirsi parte di un progetto comune. Perché il leaderismo non può sostituire i progetti e non può mettere in ombra le persone. L’obiettivo è costruire un’alternativa credibile per la città. Saranno i cittadini a scegliere, ma è nostro dovere creare questa opportunità insieme, coinvolgendo donne e uomini che credono nel valore dell’impegno e della partecipazione. Senza partecipazione non c’è libertà. E quando la partecipazione viene meno, cresce il rischio di abituarsi all’astensionismo, il più grande nemico della democrazia”.

Il bersaglio, neanche a dirlo, è Chiara Frontini. Il giudizio del Pd è una condanna senza appello: il “patto civico” è morto il giorno in cui si è trasformato in un accordo politico con Forza Italia. Per Panunzi, la sindaca ha scelto la strada del “patteggiamento continuo” per sopravvivere. Una lettura che trova eco in Manuela Benedetti: la segretaria provinciale taglia corto definendo il Pd “l’unica alternativa al centrodestra”. La maschera del civismo è caduta, dicono, e dietro c’è solo un centrodestra che si riorganizza.

Ma è Alessandro Mazzoli, il presidente della federazione, a mettere il bisturi sulla ferita. Il suo è un bilancio chirurgico: “Il civismo ha vinto sull’onda della protesta, ma oggi i nodi sono venuti al pettine”. Per Mazzoli, la giunta Frontini è un’amministrazione di ordinaria amministrazione, incapace di incidere sul Pnrr e bloccata in una gestione che ha cambiato i volti ma non il volto della città. La stoccata è doppia: colpisce la sindaca a Viterbo e la giunta Rocca alla Pisana, accusata di aver frenato i progetti strutturali targati Zingaretti.

In questa cornice, Alessandra Troncarelli ricorda che il motore è sempre rimasto acceso, un’opposizione seria, fatta di carte e delibere. E Alvaro Ricci, capogruppo in consiglio, legge tra le righe di questa strategia Romoli-Frontini una manovra che ha tutto il sapore di un preludio alla ricandidatura di quest’ultima. Interessante il suo passaggio dove conferma la disponibilità al confronto con le altre realtà politiche: “Al Pd non mancano la capacità di ascolto e la volontà di allearsi con tutte le realtà politiche e civiche che vogliono costruire un’alternativa. Lo dimostra la nostra storia recente, come l’alleanza e l’impegno condiviso con forze come Italia Viva, che ha contribuito a grandi risultati”.

Intervengono anche le consigliere Lina Delle Monache e Francesca Sanna.

Il Pd quindi vuole giocare da protagonista anche nel capoluogo. Forte del risultato alle ultime provinciali, derivazione diretta degli importanti risultati in molti comuni del Viterbese e soprattutto nei tre grandi Montefiascone, Tarquinia e Civita Castellana. Sa che la strada verso il 2027 non sarà in discesa, che la crisi morde la città e che il rischio populismo è dietro l’angolo. Ma il campo è tracciato: da una parte il civismo “esclusivo” che ha cercato casa in Forza Italia, dall’altra un campo largo che vuole tornare a governare Viterbo “con i piedi ben piantati in terra”. La campagna elettorale, se non è iniziata formalmente, nei fatti è già nel vivo. E la battaglia per il ballottaggio è la sola che, nella testa dei dem, vale la pena combattere. Sognano Corazza, sognando di bissare Civita Castellana anche nel capoluogo.

 

ASCOLTA L’INTERVENTO DI PANUNZI

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Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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