
E’ una semplice lettera ma rischia di avere più audience di una puntata di ‘C’è posta per te’ di Maria De Filippi. Mittente: Pd Viterbo; destinatario: il sindaco Leonardo Michelini. A pubblicarla in anteprima, prima ancora che fosse arrivata nelle mani del diretto interessato, il giornale locale Tusciaweb. La firma in calce è quella del capogruppo del Partito Democratico Francesco Serra e del segretario dell’unione comunale Pd Stefano Calcagnini.
Una lettera dura, dove in sostanza il partito di maggioranza relativa a Palazzo dei Priori chiede al primo cittadino di cambiare marcia. “Il Pd e il gruppo consiliare sentono su di sé il peso e la responsabilità di dimostrare alla città e ai viterbesi un diverso modo di amministrare, di fare politica e di determinare un cambiamento, non solo a parole ma con la sostanza degli atti e delle decisioni”, è questo in buona sostanza l’incipit della lettera. Un inizio dove viene messa nero su bianco la rotta che i democrat intendono seguire, rimarcando tra le righe che quanto è stato fatto fino a oggi non è più accettabile.
Tutto questo lo si capisce continuando a leggere. La prima a finire nel “mirino” è l’assessore Saraconi. Le vengono riconosciute tutte la attenuanti del caso, legate alla gestione della difficile raccolta differenziata, ma viene fissato anche un termine di tollerabilità: “tra sei mesi il tema della raccolta differenziata, che al momento rappresenta un punto di debolezza, dovrà rappresentare un punto di forza e dovremmo essere in grado di raccontare alla città i risultati raggiunti […]”.
Vengono passati in rassegna tutta una serie di punti programmatici: Esattorie, Francigena, centro storico, etc. Qui il Pd indica degli obiettivi di massima che devono essere raggiunti dall’amministrazione.
Poi si tocca un altro tasto dolente: “Alle incertezze, le approssimazioni, le polemiche che hanno caratterizzato le politiche della cultura bisogna darci un taglio netto. Le difficoltà, gli imbarazzi che fin dall’inizio della legislatura hanno interessato questo strategico settore (in ordine Ferento, omogenizzatore culturale, Festival delle Luci, associazione La Novella) non sono più tollerabili da parte nostra”.
Una vera e propria mina con nel mirino il settore Cultura e quindi la gestione che di questo ha fatto Giacomo Barelli. Ma il giudizio non è solo sul passato, guarda anche al “present continuous” (per gli anglofoni): “In attesa della prossima puntata che non tarderà ad arrivare, attendevamo da parte sua, dopo un colloquio intercorso l’ultimo giorno dell’anno, decisioni e scelte che non ci sembrano ancora avvenute”.
Ma la parte interessante è quella delle conclusioni: “Concludendo, come potrai constatare, non esiste da parte del Pd una questione rimpasti o rivisitazione delle deleghe. Contrariamente, poniamo l’attenzione sui contenuti del programma elettorale, la cui attuazione, a oggi, è inferiore alle aspettative. Non c’è assolutamente dubbio che spetta a te e solo a te intervenire, se ritieni necessario, a una sorta di riordino delle funzioni delegate agli assessori in modo da renderle più omogenee e funzionali agli obiettivi programmatici da raggiungere, magari evitando sovrapposizioni di ruoli e competenze da un lato e contenitori vuoti dall’altro”.
Una lettera piuttosto forte, dove in sostanza al sindaco si dice una cosa chiara: “Occhio, non stiamo dicendo queste cose per un gioco politico ma perché se continuiamo così non andiamo da nessuna parte, anzi sì: andiamo a casa”. Intanto i malumori all’interno della maggioranza aumentano e nelle prossime ore potrebbe succedere di tutto. Insomma, come avevamo evidenziato un paio di settimane fa con un fotomontaggio di Luca Appia, il sindaco è sott’acqua.


















