Il Pd pronto a rompere l'alleanza con Viva Viterbo. A rischio l'assessore Barelli
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Vertice del Pd che si conclude con la voglia di cambiare rispetto al passato. "Quanto sono utili alla maggioranza questi di Viva Viterbo", è la domanda a cui hanno dato, più o meno, tutti la stessa risposta.

Quanto sono utili? Questa la domanda che ha riecheggiato come un mantra al vertice del Partito Democratico tenuto ieri sera. A convocarlo il capogruppo in consiglio comunale Francesco Serra. Intervenuti i consiglieri comunali, gli assessori democratici e la segreteria dell’Unione comunale.

Il soggetto interessato dalla domanda è il gruppo di Viva Viterbo. Il tweet di Alessandro Pepponi, fino a qualche ora fa vicepresidente del movimento e ora dimessosi, è stato solo l’ennesimo sgarbo. Questo almeno il pensiero dei democratici. Tutti compatti, seppure con diverse sfumature, nel concludere che l’alleanza con i civici è problematica e non regge. “Il Pd non può essere un bersaglio per pezzi della stessa maggioranza”, ha sintetizzato Serra.

A essere messi sotto accusa il modo in cui Filippo Rossi gestisce i consigli comunali, in qualità di presidente; e diverse uscite di Giacomo Barelli, più del passato che dell’oggi.

La riunione di ieri ha visto i dem tutti d’un sentimento davanti al quesito su Viva Viterbo. Anche chi in passato li aveva “difesi” questa volta ne ha preso le distanze. Preferendo puntare, per glissare, sul fatto che prima di badare a questi attriti bisognerebbe lavorare sui temi seri.

E proprio i cosiddetti “temi seri” sono stati protagonisti di buona parte dell’incontro, una volta archiviata con una bocciatura la convivenza con Filippo Rossi e company. Argomento archiviato nel modo in cui lo dice Serra: “Andremo da sindaco e gli faremo presente la nostra posizione. Per quanto ci riguarda è ora di mettere un punto, magari mettendoli fuori dalla giunta. Aspettiamo di vedere cosa decideranno anche all’interno di Oltre le mura e poi la palla va al sindaco. E’ lui il garante di questa alleanza, è lui che ci ha messo la faccia e questo non gli sta facendo bene”.

Si è discusso si rifiuti, società partecipate e centro storico. La voglia condivisa dai democratici è quella di uno scatto in avanti: “Abbiamo le idee, occorre dargli gambe. Su questo ci dobbiamo concentrare”; così Serra.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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