“Il Pd non fa altro che attaccare Arena, ma forse dimentica i disastri che ha combinato”
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VITERBO - Il commissario comunale di Forza Italia Mauro Proietti risponde al circolo dem: "Le critiche da chi ha lasciato la città nell'abbandono non sono accettabili".

VITERBO – “Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”. Ecco, riassumiamo così, con i versi di De André, la prolifica produzione di dichiarazioni dell’ormai mitologico circolo “unico” (per fortuna) del Pd e della sua segretaria, alla quale consiglieremmo maggiore cautela, oltre che di alcuni suoi esponenti in consiglio comunale.

Che si parli del centro storico, della viabilità, del maltempo, della nebbia o di qualsiasi altro argomento passi per il territorio di Viterbo, sono infatti pronti ad attaccare Arena, in prima persona e, conseguentemente, la sua amministrazione.

Ora, che l’opposizione si scagli giornalmente contro maggioranza e governo della città è più che legittimo, anche se in una fase come questa ci saremmo augurati maggiore responsabilità e collaborazione. Ma che a farlo sia chi ha amministrato Viterbo per cinque anni, lasciando la città nell’assoluto abbandono e ottenendo per questo una sonora bocciatura che li ha esclusi anche dal ballottaggio alle successive amministrative, beh, è francamente troppo.

Forse, così come i cittadini, anche loro hanno dimenticato quei disastrosi quanto anonimi cinque anni a palazzo dei Priori. Per questo, pur comprendendo la loro difficoltà, li invitiamo a essere un po’ meno astiosi e a valutare meglio sia i loro attacchi e, come Forza Italia, anche i loro bersagli.

Se poi volessero accogliere anche l’appello a collaborare, così come ha dimostrato di saper fare la maggioranza, per il bene della città e dei viterbesi in questa fase delicata…

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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