Il Pd locale mette sotto assedio la capogruppo a Palazzo dei Priori Luisa Ciambella
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VITERBO - Per chi mastica la politica del territorio una sorta di assedio o resa dei conti tra la galassia panunziana, che ormai coincide con il partito, e l'esponente dell'ala fioroniana. 

VITERBO – Luisa Ciambella stretta dal Pd locale. Il suo partito le chiede di cambiare atteggiamento e lo fa con una nota firmata da Segreteria Federazione Pd Viterbo, Segreteria Circolo unico Pd Viterbo, Segreteria Circolo Pd Bagnaia – La Quercia, Segreteria Circolo Pd San Martino al Cimino.

Per chi mastica la politica del territorio una sorta di assedio o resa dei conti tra la galassia panunziana, che ormai coincide con il partito, e l’esponente dell’ala fioroniana. 

Ci spiace – questo il messaggio pubblico inviato ai giornali dai centri organizzativi del Pd nel Viterbese – che in questi giorni siano emersi dalla stampa episodi incresciosi verso cui non possiamo non prendere posizione e che hanno come protagonista la Capogruppo del Pd in consiglio comunale di Viterbo, Luisa Ciambella.

Pochi giorni fa, nel corso della seduta del consiglio comunale di Viterbo, Mario Quintarelli, a tutti gli effetti iscritto del Partito Democratico, si è visto negare proprio la possibilità di entrare nel gruppo consiliare del Pd.

Per un iscritto del Pd, è un diritto, nonché un dovere sancito dallo
Statuto, richiedere di entrare a far parte del gruppo di riferimento del Partito Democratico. La Capogruppo, prendendo una posizione del tutto personale, non condivisa né con il suo gruppo, né con il Partito provinciale e locale, che evidentemente non riconosce nonostante un
congresso svolto democraticamente ormai lo scorso dicembre e con cui dovrebbe almeno confrontarsi, ha lasciato intendere che l’entrata di Quintarelli sarebbe subordinata a decisioni che riguardano altre sfere.

Quale siano le condizioni dettate dalla Ciambella ci appaiono ora più chiare in seguito al messaggio emerso ieri dalla stampa che è qualcosa di irrispettoso e sicuramente fuori luogo. In un momento come quello che stiamo vivendo, nel pieno di un’emergenza sanitaria ed
economica, è nell’interesse di tutti, parlare con un’unica voce e stare vicino alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle persone più fragili e delle istituzioni.

Il messaggio in cui Luisa Ciambella cerca, attraverso manovre poco chiare, vie per occupare posti in Regione, non solo danneggia l’immagine del nostro Partito ma mostra come, a distanza di due anni, invece di lavorare a fianco dei nostri riferimenti in Regione, si tenti di ostacolarli nel loro impegno quotidiano.

Mentre tutti i nostri sindaci, amministratori, dirigenti, riferimenti istituzionali in Regione e al Governo, si stanno muovendo con interventi e misure politiche a sostegno dei cittadini che ora, più che mai, hanno bisogno di risposte concrete e ascolto, c’è chi si preoccupa di poltrone da occupare e lo fa senza rispetto per chi ogni giorno lavora per il nostro territorio.

Non si possono anteporre le questioni personali al bene dei cittadini. Chiediamo a Luisa che riveda le sue posizioni, che riconosca gli organi di Partito e che la smetta di agire in solitaria, che comprenda quanto sarebbe utile nonché doveroso cominciare a confrontarsi con i riferimenti istituzionali che tanto stanno facendo e con il suo Partito.

Solo con unità d’intenti e con tutto l’impegno possibile sarà possibile superare questo momento di estrema complessità per il nostro Paese. Ci auguriamo che di questo, al più presto, ci si renda conto”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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