

Il Pd è uscito con le ossa rotte dall’ultima tornata elettorale. Il risultato è oggi palese, dopo gli ultimi ballottaggi di domenica, ma anche nella Tuscia l’effetto terremoto si è fatto sentire, favorendo in gran parte le liste di centro destra o più civiche rispetto a quelle nelle quali era presente il partito democratico. Roma e Torino, poi, sono state il colpo di grazia a un periodo non certo florido per il partito di Renzi, calato di molto nelle preferenze popolari.
D’altra parte i 5 Stelle di tutta Italia festeggiano alla meta raggiunta: l’affermazione a forza politica concreta capace, non solo di reggere il confronto e vincere contro la prima forza di Governo del Paese, ma anche di ridurre in cenere la destra storica, che a livello nazionale ha perso in quasi tutte le grandi città, gettando in pasto ai leoni leader consolidati come Salvini e Berlusconi.
Mentre i pentastellati brindano alla vittoria, però, il Pd si prepara ad affrontare la vera sfida per la sopravvivenza: il referendum costituzionale di ottobre. Dall’esito della consultazione popolare, pare, decidano le sorti del Governo di Renzi. Rimanere in carica o dimettersi. Ma politicizzare in questo modo un referendum tecnico è saggio? Ad oggi la risposta è no, perché qualunque cittadino che voglia mandare a casa Renzi, oggi può schierarsi contro il referendum solo per vedere affossato il Pd.
Se il Pd, poi, si è già attivato ovunque per promuovere il fronte del SI, gli avversari politici non rimangono a guardare e a oggi si moltiplicano gli appelli e le campagne per il NO. Anche a Viterbo aumentano le mobilitazioni in favore e contro la consultazione per modificare la costituzione. Il coordinamento provinciale di Forza Italia si è apertamente schierata sul fronte negativo e sta iniziando a organizzare i primi comitati provinciali per il NO alla riforma Renzi-Boschi.
”Il coordinamento provinciale – precisa il coordinatore Dario Bacocco – prenderà contatti con i propri referenti sul territorio, al fine di mettere in campo più forze possibili per contrastare uno scellerato progetto di cambiamento della nostra Costituzione. La linea di Forza Italia vuole essere di chiara e determinata opposizione contro una modifica costituzionale che mira a limitare il confronto democratico; si tratta di un progetto di riforma voluta dal premier Renzi, premier mai eletto dal popolo, in spregio alla volontà sovrana dei cittadini. Un piano al quale Forza Italia si opporrà con l’impegno e la determinazione di tutti i suoi militanti, in totale autonomia rispetto alle altre forza politiche schierate per il NO”.
Anche i pentastellati promuovono il fronte del NO sin da quando la nuova riforma è stata presentata la prima volta. Nella Tuscia previsti picchetti informativi e una forte campagna in opposizione all’approvazione della riforma. Uno dei primi è stato fatto a Tarquinia, nel quale i militanti hanno cercato di spiegare le basi della prossima consultazione e hanno raccolto firme per la promozione di nove nuovi referendum su scuola, ambiente e acqua.
Intanto le associazioni cercano di far luce sul referendum per chiarire il concetto a tutti quei cittadini che spesso non hanno tempo di informarsi. Nei prossimi giorni, infatti, la sezione ANPI di Orte ha organizzato un dibattito sull’argomento, chiamando da un lato un fautore del SI (l’on. Alessandro Mazzoli) e dall’altro uno del fronte opposto (il dottor Lupi). Altre iniziative simili, poi, stanno sorgendo in tutta Italia. Chi vincerà quindi la sfida finale? Renzi avrà la forza per recuperare consensi?

















