Il Pd cambia sede: il Circolo unico apre in zona Tribunale
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Anche se non è chiaro se la sede chiuderà, si chiude di fatto l'esperienza nel centro storico con la sede che era stata voluta come un presidio da Carlo Mancini

Il Partito Democratico di Viterbo cambia sede: il circolo unico del Capoluogo si sposta in via Luigi Galvani, nei pressi del Tribunale in zona Riello. La sede del PD sarà inaugurata sabato 25 novembre alle 11.30 dal segretario del Circolo Aldo Bellocchio e dalla segretaria dell’Unione comunale Martina Minchella.

Anche se non è chiaro se la sede chiuderà, di fatto si chiude l’esperienza della sede del Circolo di via Saffi. Una sede che era stata fortemente voluta dall’ormai ex segretario Carlo Mancini che nell’ottobre 2014 aveva definito la scelta “non casuale”.

“Il Partito Democratico – aveva dichiarato Carlo Mancini – vuole stare nel cuore di Viterbo e prendersi a cuore la città, partendo dalla parte più preziosa e in difficoltà”.

La sede del PD in via Saffi però non è stata però un successo, non per colpa di Mancini, che l’aveva voluta fortemente. La sede nel centro non è mai andata a genio a una parte consistente del Partito, che appena ha sostituto il dimissionario Mancini, ha deciso di aprire così un’altra sede nella più comoda via Galvani.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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