Il pastore tedesco gettato nella fogna a Grotte sta meglio

VITERBO – La sua storia ha commosso e indignato il web. L’ animale risponde alle cure e forse non perderà gli arti posteriori.
VITERBO – La storia del pastore tedesco femmina gettato in una fogna con le zampe legate da una fascetta a Grotte Santo Stefano ha commosso e, al tempo stesso, indignato molti viterbesi.
La povera bestiola sta meglio, si nutre in autonomia e forse, grazie ad una operazione, non perderà l’uso delle zampe posteriori.
Il recupero durerà almeno un mese e mezzo. In questo lasso di tempo continuerà a essere accudita, curata e monitorata costantemente dal personale e dagli addetti della Asl.
Poi si apriranno le procedure per l’adozione. E siamo sicuri che il cuore grande dei viterbesi farà trovare una casa e una famiglia a questa amica a quattro zampe che ha già sofferto tanto.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















