Il Partito Democratico punta su Mazzoli e Panunzi
Foto Enrico Panunzi Viterbo
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ROMA - Enrico Panunzi e Alessandro Mazzoli sono gli uomini della Tuscia in corsa per il Partito Democratico alle politiche di fine settembre. Il primo è candidato nel collegio plurinominale Lazio 1-03, che comprende i collegi uninominali di Lazio 1-07 (Roma sudest, Ciampino, Pomezia), Lazio 1-12 (Guidonia Montecelio), Lazio 1-13 (Velletri), Lazio 1-14 (Marino).

ROMA – Enrico Panunzi e Alessandro Mazzoli sono gli uomini della Tuscia in corsa per il Partito Democratico alle politiche di fine settembre. Il primo è candidato nel collegio plurinominale Lazio 1-03, che comprende i collegi uninominali di Lazio 1-07 (Roma sudest, Ciampino, Pomezia), Lazio 1-12 (Guidonia Montecelio), Lazio 1-13 (Velletri), Lazio 1-14 (Marino).

“Prima d’iniziare questa entusiasmante sfida, voglio ringraziare le persone (tantissime) che in questi giorni mi hanno testimoniato tutto il loro affetto e la loro stima. Metterò tutto me stesso in questa difficile, ma allo stesso tempo entusiasmante campagna elettorale, da vivere insieme.
Se sarò eletto in Parlamento, il mio impegno sarà, oltre che per i territori interessati del collegio assegnatomi, anche per la Tuscia come ho fatto in questi 10 anni nella veste di consigliere regionale”. Queste le parole di Panunzi.

Mazzoli, già deputato nella legislatura 2013-2018, è stato candidato nel collegio uninominale Lazio 1 del Senato. “Sono onorato di questa scelta e della fiducia che è stata riposta in me per una sfida difficile ma, proprio per questo, entusiasmante. Anche perché di sfide facili io non ne conosco. Ce la metterò tutta, e anche di più, per rappresentare i territori e le forze della coalizione in un momento in cui l’Italia decide il proprio futuro e gli italiani saranno chiamati ad una scelta. Si, una scelta netta, come dice il nostro Segretario, Enrico Letta. Perché non siamo affatto tutti uguali e non diciamo tutti le stesse cose. C’è la sinistra e c’è la destra. Ci sono i progressisti e ci sono i conservatori. La campagna elettorale lo chiarirà. Giorno dopo giorno. E noi la faremo tra le persone e con le persone, con passione e determinazione, con coraggio e umiltà. Per un Paese migliore e più giusto”. Questo il commento di Mazzoli. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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