Il Parco dell'Arcionello non esiste ancora ma in compenso nasceranno nuovi palazzi. La denuncia dei Cinque Stelle
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Cemento a pian di Cecciole, i Cinque Stelle di Viterbo fanno il punto. In una nota inviata alla stampa ricostruiscono il quadro di un nuovo progetto di costruzione in prossimità dell'area che dovrebbe essere un parco cittadino. Parco di cui non si vede l'ombra, naturalmente. Ecco la ricostruzione dei Cinque Stelle.

Cemento a pian di Cecciole, i Cinque Stelle di Viterbo fanno il punto. In una nota inviata alla stampa ricostruiscono il quadro di un nuovo progetto di costruzione in prossimità dell’area che dovrebbe essere un parco cittadino. Parco di cui non si vede l’ombra, naturalmente. Ecco la ricostruzione dei Cinque Stelle.

 

“Ricorderete come avessimo chiesto informazioni circa una eventuale proposta di riqualificazione e delocalizzazione di cubatura in località Pian di Cecciole. Ora, finalmente, una volta acquisite le risposte, possiamo illustrarvi la (brutta) piega che sta prendendo questa storia.

La proposta di riqualificazione di un’area sita nella valle dell’Arcionello prevede anche uno spostamento di cubatura, e relativo cambio di destinazione d’uso in residenziale (ed ennesima variazione al Piano Regolatore), per 14.154 m³ a cui il proponente propone di aggiungere una premialità del 91% , raggiungendo il totale di ben 26.875 m³.

In sostanza un piano integrato di 5 lotti con 3 tipologie edilizie (edifici di 3-4 piani più seminterrato). Il tutto, come ripetiamo, a ridosso del perimetro della valle dell’Arcionello.

Riteniamo l’intervento assolutamente lontano dalla nostra visione di tutela del verde e dello sviluppo urbanistico cittadino e a ciò aggiungiamo, condividendole, le criticità espresse nel rapporto del servizio sportello unico per l’edilizia, da cui si rileva che:

la carenza della deliberazione del consiglio comunale che, in conformità al Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, specifica gli ambiti destinati al ripristino ambientale e quelli destinati ad accogliere gli interventi di ricostruzione con riferimento allo strumento urbanistico vigente, individuando prioritariamente questi ultimi nelle ZONE B (parti di territorio totalmente o parzialmente edificate), fatto salvo quanto previsto dal comma4 art.2 della LR 22/1997, NON CONSENTE COMUNQUE DI ESPRIMERE PARERE POSITIVO SULL’ INTERVENTO PROPOSTO;
la premialità che si attribuisce il proponente è del 91% , ma l’art. 7 della LR21/2009 sancisce un incremento premiale FINO AD UN MASSIMO DEL 100% del volume demolito, in proporzione alla dotazione straordinaria di standard urbanistici previsti nel PI e in assenza di una norma di riferimento inserito tale percentuale non possa essere valutata dall’ufficio;
la fruizione dell’area da ripristinare, attraversata da un corso d’acqua pubblica, potrebbe comportare spese non attualmente quantificabili per l’ente a cui sarà assegnata la gestione (Comune o Provincia);
parte dell’area di riqualificazione risulta interna alla fascia di rispetto di 150 ml dal corso d’acqua;
la proposta di ristrutturazione del fabbricato da cedere al Comune non risulterebbe, almeno alla data della relazione in oggetto, accompagnata da un progetto di ristrutturazione sul quale eseguire le opportune valutazioni;
l’area destinata ai servizi, pur rispettando la superficie minima prevista dal DM144/68, risulta non utilizzabile per eventuali costruzioni e di nessuna utilità pubblica.

Un quadro, come potrete notare, tutt’altro che rassicurante, fornito da un organo pubblico e competente in materia e non dai “soliti grillini”.

Ci risulta infine che la provincia abbia avviato nel febbraio di quest’anno la procedura per un nuovo “piano della riserva naturale regionale della valle dell’Arcionello”, con conseguente Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Regione Lazio, e che questo prevederebbe la modifica del perimetro della valle con conseguente interessamento proprio delle aree di località “Cecciole” previste appunto nella proposta di Piano integrato. Questo è ovviamente un altro elemento che potrebbe diventare dirimente per la fattibilità o meno del progetto.

Queste sono le indicazioni al momento in nostro possesso. Abbiamo chiesto in consiglio spiegazioni all’assessore competente per capire se vi siano stati aggiornamenti e conoscere la posizione della giunta in merito al progetto perché, al di là degli aspetti tecnici, che al momento lasciano più di una perplessità sulla fattibilità dell’intervento, e su cui la relazione in nostro possesso riporta parere negativo, quello che rimane da capire è quale sia la scelta politica dell’amministrazione. L’assessore ha detto di non conoscere la pratica e che ci riferirà in merito appena presa conoscenza della documentazione. Aspettiamo quindi risposta da parte sua. Vi terremo aggiornati”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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