Il Papa avvia la beatificazione di Salvo D'Acquisto, l'eroe con le radici nel Viterbese
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ROMA - Il nonno materno di Salvo D’Acquisto, Biagio Marignetti, era Maresciallo Maggiore alla Caserma di Grotte Santo Stefano e lì conobbe una donna che sposò (la futura nonna di Salvo). La storia dell’eroe per eccellenza dell’Arma è legata quindi anche al territorio della Tuscia.

ROMA – Dal Policlinico Gemelli, dove si trova ricoverato dal 14 febbraio, Papa Francesco ha dato la notizia di avere dato avvio al processo di beatificazione per Salvo D’Acquisto. “Se muoio per altri cento, rinasco altre cento volte: Dio è con me e io non ho paura!”, queste le parole che sono state attribuite al vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri Reali, insignito della medaglia d’oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della Seconda guerra mondiale

“Il 24 febbraio 2025, nel corso dell’udienza concessa a S. Em.za il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato e a S.E. Mons. Edgar Peña Parra, Sostituto per gli Affari Generali, il Santo Padre Francesco (LE CONDIZIONI DEL PONTEFICE) ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti l’offerta della vita del Servo di Dio Salvo D’Acquisto, fedele laico, nato a Napoli il 15 ottobre 1920 e morto a Palidoro (Italia) il 23 settembre 1943”. Questo un passaggio della nota diffusa dalla sala stampa della Santa Sede nelle scorse ore su indicazione del Santo Padre.

Il nonno materno di Salvo D’Acquisto, Biagio Marignetti, era Maresciallo Maggiore alla Caserma di Grotte Santo Stefano e lì conobbe una donna che sposò (la futura nonna di Salvo). La storia dell’eroe per eccellenza dell’Arma è legata quindi anche al territorio della Tuscia.

La beatificazione è la tappa intermedia in vista della canonizzazione. Se il candidato prescelto viene dichiarato martire, diventa subito beato, altrimenti è necessario che venga riconosciuto un miracolo, dovuto alla sua intercessione.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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