Il Palazzo Papale può anche crollare
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VITERBO – In consiglio comunale la maggioranza vota contro l’emendamento di variazione al bilancio per stanziare 25mila euro per interventi di manutenzione urgente al monumento simbolo della città.

VITERBO – Ci sono momenti in cui non esiste maggioranza e opposizione, destra e sinistra.

Ci sono momenti in cui il benessere e gli interessi della città devono volare sopra tutti i particolarismi, gli interessi di partito e le stupide divisioni.

Salvare il Palazzo Papale, monumento-simbolo della città di Viterbo è uno di questi momenti.

Invece nel consiglio comunale di ieri la maggioranza ha votato contro l’emendamento per stanziare 25mila euro per interventi di manutenzione urgente al monumento

Dalla maggioranza votano tutti no, tranne Isabella Lotti (FI) che si è astenuta.

Solo in cinque, consiglieri dell’ opposizione, votano a favore : Alvaro Ricci (Pd), Francesco Serra (Viterbo dei cittadini), Lina Delle Monache (Obiettivo comune), Giacomo Barelli (Forza Civica), Massimo Erbetti (M5s).

Una decisione sconcertante.

Una decisione di cui non si conoscono le motivazioni.

Motivazioni che andrebbero spiegate alla cittadinanza.

Ora questi signori devono sperare che non accada nulla al Palazzo Papale, altrimenti passeranno alla storia come coloro che hanno abbandonato a sé stesso il monumento simbolo della città.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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