Il PalaMalè applaude i 160 allievi del Nuovo Centro Danza, l'energia della Viterbo migliore per Aman
Nuovo Centro Danza
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VITERBO - Un PalaMalè pieno di spettatori applaude alla notte del Nuovo Centro Danza. Un sabato sera di quelli che segnano la città, mettendo in mostra il meglio di un territorio pieno di energie vive e vitali.

VITERBO – Un PalaMalè pieno di spettatori applaude alla notte del Nuovo Centro Danza. Un sabato sera di quelli che segnano la città, mettendo in mostra il meglio di un territorio pieno di energie vive e vitali.

“Ed eccoci, qui, ancora una volta felici, sorridenti, emozionati, per aver portato in scena, sabato 17 giugno 2023, al Palamalè di Viterbo uno spettacolo straordinario – commentano dal Nuovo Centro Danza -.

Dietro quelle quinte la fatica e le preoccupazioni dei giorni precedenti spariscono e si diventa un tutt’uno dai piccolissimi ai grandi, uniti da un unico obiettivo: crescere insieme. Ancora una volta, come una grande famiglia, quella famiglia di Caterina De Filippo, fondatrice del Nuovo Centro Danza e Fitness di Viterbo, che ha creato e coltivato con amore e professionalità, quella famiglia che continua a crescere grazie alla tenacia, alla competenza e all’affetto di una grande squadra, legata dallo stesso “filo conduttore”.

Come sempre diciamo: la famiglia del Nuovo Centro Danza è viva e vitale ed il cuore della nostra Caterina, fondatrice della scuola, continua a battere in noi.

Grazie ai Maestri, ai 160 allievi, ai genitori, alle 18 baby sytter, a Patrizia Lupino, all’Elettronica Mix, a Pino Mantuano, alla sempre presente Laura Leo, all’Aman, Associazione per il Miglioramento e cura dell’Assistenza ai malati Neoplastici – ricordiamo che l’incasso dello spettacolo è stato devoluto ad AMAN. Grazie anche al Comune di Viterbo e alla Sindaca Chiara Frontini per il bellissimo e toccante messaggio, a Claudio Fortugno, Gino Giordani, Moreno, Manuel, Livio e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa serata”.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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