Il pagellone de La Fune - Le minoranze al Comune di Viterbo
numeri 2
Gli Stati Generali La Fune
Fare l'opposizione è un mestieraccio. Ma rappresenta anche una buona palestra per chi ha in mente di guidare una città. Così come può risultare una buona cella monastica per chi è stato buttato giù da cavallo e deve tornare a fare i conti con la realtà.

di Roberto Pomi

 

Fare l’opposizione è un mestieraccio. Ma rappresenta anche una buona palestra per chi ha in mente di guidare una città. Così come può risultare una buona cella monastica per chi è stato buttato giù da cavallo e deve tornare a fare i conti con la realtà.

L’opposizione viterbese è un bel fritto misto. Ci sono veterani, sognatori, ambiziosi e gente sospesa. In questo anno anche loro, che hanno avuto davanti una maggioranza dal ventre molle, si sono un po’ persi. Debolezza chiama debolezza e la fase finale dell’amministrazione Michelini ha avuto davvero le sembianze di un bel pentolone dove bollire un po’ tutti. Tanto che in città è forte la sensazione che basterebbe un “homo novus” determinato e lucido per sbaragliare via tutto il resto. Con un unico piccolo problema, questo “uomo nuovo” sembra non essere a disposizione. Almeno ancora no.

In questo quadro di melassa e noia siamo andati a scrivere le pagelle della minoranza, meglio: delle minoranze.

 

Giulio Marini. Il bandolero è sempre il bandolero. Stanco. Sì, stanco di stare così al margine del gioco. Al margine in Comune, al margine nel partito. Se guardi Marini negli occhi vedi un conte di Montecristo in attesa del momento buono per far tornare un po’ di conti. In consiglio ha fatto il suo, dato battaglia e qualche volta fatto finta di niente. Voto 6. Geroglifo.

Antonella Sberna. Lineare, lucida, pronta a spingere su alcune battaglie e a fare muro su diverse questioni. Spirito moderato, propensa al confronto e dialogo. Capace di proposte e di un buon utilizzo della comunicazione. Voto 6,5. Studiosa.

Vittorio Galati. Piuttosto assente e con qualche interrogazione interessante che è ancora in attesa di risposta da parte della maggioranza. Voto non espresso.

Elpidio Micci. Rappresentante delle frazioni partecipa all’azione in maniera incisiva solo sul tema. Più distante e allineato su altri temi. Molto presente in consiglio anche se non uomo dai molti interventi. Voto non espresso.

Goffredo Taborri. Voto non espresso.

Luigi Buzzi. Tra i migliori a masticare la discipina della politica a Palazzo dei Priori. Rapido nel cogliere le situazioni, intuire gli spazi di manovra. Consapevole delle vicende accadute durante l’anno e pronto a dire la sua. Anche con determinazione e forza. Uno degli ossi più duri per la maggioranza di Leonardo Michelini. Voto 7. Consapevole.

Gianluca Grancini. Uomo “morbido” del terzetto di “meloniani” presenti in minoranza. Capace di dialogo e raccogliere informazioni tra le file del Palazzo. Voto 6. Discreto.

Claudio Ubertini. Capace di ascoltare, capace di dire la sua. Attento e documentato. Ubertini si è rivelato un consigliere d’opposizione attento ed è riuscito, nel consentito, a incidere. Voto 7. Attento.

Gianmaria Santucci. E’ lui la vera bestia nera dell’amministrazione guidata da Leonardo Michelini. Sa usare la retorica, la comunicazione e conosce la macchina amministrativa e le norme. Una “bestia” politica che ha fatto la sua buona figura. Capace di progettare visioni e in alcuni casi di apparecchiarle come soluzioni di fronte agli ingorghi della maggioranza. Michelini avrebbe pagato volentieri un biglietto per le Maldive a Santucci, solo andata. Voto 7. Preparato.

Maria Rita De Alexandris. Voto non espresso.

Filippo Rossi. Figura problematica. Dotato di intelligenza politica ma spesso di comportamenti difficilmente condivisibili. Il discorso di uscita dalla maggioranza Michelini però ha segnato la storia della città. E’ una figura difficile da contenere in un giudizio. Può valere mille come zero. Voto non espresso.

Gianluca De Dominicis. Un consigliere perbene. Ha studiato ed è diventato “padrone” dei meccanismi della macchina comunale. Ha spedito anche lui i suoi bei “siluri” alla maggioranza Michelini. De Dominicis è consapevole di vivere nel ventunesimo secolo, qualità che non è propria a tutti i consiglieri comunali. Se avesse avuto un piglio diverso avrebbe potuto ambire, con buone speranze di successo, a diventare nel 2018 sindaco di Viterbo. Ha comunque dato al Movimento Cinque Stelle un’immagine credibile. E ha dimostrato che esistono consiglieri pentastellati molto più preparati di quelli del Pd o altri partiti. Sconfessando la ridicola etichetta dei Cinque Stelle come “impreparati” e “dilettanti allo sbaraglio”. Voto 7. Preciso.

Chiara Frontini. Figura della politica viterbese che ha da dire delle cose. Togliendosi il “vizio della solista” potrebbe immaginare un bel ruolo nella politica cittadina. Consapevole dell’importanza della comunicazione, conoscitrice della macchina comunale è riuscita a condurre un’opposizione dignitosa a Michelini e i suoi. A volte proponendo, a volte demolendo il non condiviso. Voto 7. Caparbia.

Francesco Moltoni. Voto non espresso.

Sergio Insogna. E’ il Jim Carry di Palazzo dei Priori. Anche lui ha passato un 2017 da oppositore e lo ha fatto con particolare attenzione a determinate tematiche dove ha saputo incalzare l’amministrazione. Voto 7. Istrione.

Fisioterapy Center 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
Onda
monastero interno
Fune 300x300
asvis 2
lafune_300 x 600
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni