L'undicesimo JazzUp di Viterbo chiude domenica con Bia Góes
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Sul palco negli ultimi giorni si sono esibiti artisti del calibro di Luca Aquino, Enrico Pieranunzi, Simona Bencini e Andrea Pagani con un jazz che ci ha fatto sognare, abbiamo camminato anche noi sui fili come i funamboli, sospesi a mezz'aria, sognando a occhi aperti in questa calda estate viterbese.

E’ mercoledì e siamo giunti a metà della seconda settimana del JazzUp Festival XI  edizione: un successo? Si, un successo senza ombra di dubbio. La piazza si riempie e, con una certa soddisfazione da parte degli organizzatori, le sedie ..servono tutte in piazza del Gesù!

Sul palco del JazzUp negli ultimi giorni si sono esibiti artisti del calibro di Luca Aquino, Enrico Pieranunzi, Simona Bencini e Andrea Pagani con un  jazz che ci ha fatto sognare, abbiamo camminato anche noi sui fili come i funamboli, sospesi a mezz’aria, sognando a occhi aperti in questa calda estate viterbese.

La stessa piazza, lo stesso pubblico ha apprezzato le cover di Pino Daniele proposte da “Gente Distratta” e le sigle dei cartoni che ci hanno fatto tornare un po’ bambini con i “Cartoon Shock” .

Giorni ancora più belli ci attendono con il cantautorato, le riflessioni con i testi su Pier Paolo Pasolini, i concerti  e i quadri di danza, per giungere fino alla grande festa finale del concertoInternazionale: Bia Góes Todo Mundo Quer Dançar Baião. La cantante di San Paolo  si distingue per la grande versatilità con la quale riesce a padroneggiare i vari stili brasiliani come il forró, il samba, il baião. Il forró è un genere musicale nato nel nord est del Brasile; è un concentrato di ritmo, divertimento e allegria, fatto apposta per ballare. Bia Góes ne propone una rilettura intensa ed effervescente, con varie contaminazioni dalla milonga al tango, fino al samba ed al latin jazz.

L’appuntamento è quindi in piazza del Gesù fino al 10 luglio, tutte le sere dalle 19.30: un luogo speciale dove stare insieme e fare festa insieme fino al gran finale con le note di Bia Góes Todo Mundo Quer Dançar Baião

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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