
Il no agli esterni del Partito Democratico potrebbe inguaiare anche Giacomo Barelli. Oppure non inguaiare nessuno. Il condizionale è però d’obbligo. Ieri sera l’Unione Comunale ha esplicitato la propria posizione in merito al rimpasto inviando un comunicato alla stampa nel quale ha indicato alcune linee guida. Oltre alla riduzione degli assessori da nove a sette, l’Unione Comunale del Partito Democratico ha infatti indicato la necessità di tornare a scegliere gli assessori all’interno del Consiglio comunale ritenendo “conclusa la stagione degli assessori esterni”.
Una frase che dice tutto e dice niente. Si parla dei futuri assessori? O si parla di tutti, quindi anche degli attuali? Nel Pd le bocche sono più o meno cucite e a tutti sembra impossibile che il sindaco possa decidere di allontanare sia Vannini che Delli Iaconi. Però la nota Pd è chiara. E quindi? Quindi, se il rimpasto fosse importante, allora anche Barelli potrebbe farne le spese. Lui, candidato con Viva Viterbo, infatti non era stato eletto e quindi risulta essere esterno anche lui.
Il Pd poi ha chiesto quattro assessorati (ne possiede già due Ricci e Ciambella), probabilmente acquisendone un paio tra i panunziani (Alessandra Troncarelli e poi?). Una mossa che libererebbe due posti in Consiglio, ad entrare sarebbero un indipendente (Cappetti) e un fioroniano (Bellocchio), riequilibrando le forze in favore di questi ultimi (ad oggi sono sette panunziani e cinque fioroniani). Tutto ciò se i serra-panunziani più Insogna e Moltoni (i dissidenti di Oltre Le Mura) fossero d’accordo.
Quanto agli altri, occorrerebbe trovare altri tre assessori. Raffaella Saraconi non dovrebbe essere toccata, ma rimarrebbero da piazzare un altro di Oltre Le Mura (Ciorba?) e uno tra Viva Viterbo (Barelli) e Viterbo Bene Comune (più Moricoli che Valeri). Difficile che Barelli possa perdere il posto, nonostante la logica applicata al ragionamento Pd lo vorrebbe fuori.


















