Il nero di Whatsapp "dietro a Chiara Frontini". La candidata: "Battuta sessista"
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Il nero di Whatsapp entra nella campagna elettorale di Viterbo. Un fotomontaggio che ironizza sull'ultima campagna di comunicazione politica realizzata da Viterbo2020 a sostegno del suo candidato sindaco Chiara Frontini. Dietro alla squadra che sostiene il candidato Frontini appare il famosissimo "nero di Whatsapp". Figura diventata virale e declinata in tantissime forme grafiche e in circolo da mesi attraverso i social e i messaggi appunto di Whatsapp.

Il nero di Whatsapp entra nella campagna elettorale di Viterbo. Un fotomontaggio che ironizza sull’ultima campagna di comunicazione politica realizzata da Viterbo2020 a sostegno del suo candidato sindaco Chiara Frontini. Dietro alla squadra che sostiene il candidato Frontini appare il famosissimo “nero di Whatsapp”. Figura diventata virale e declinata in tantissime forme grafiche e in circolo da mesi attraverso i social e i messaggi appunto di Whatsapp.

La diretta interessata ha deciso di intervenire e commentare il fatto dalla sua pagina Facebook: “Voglio spendere due parole serie su questo “remake” che gira da qualche giorno. Il tema è uno e semplice: se non fossi stata una donna, di certo a nessuno sarebbe venuta in mente una battuta così, tanto scontata quanto sessista.

Voglio ringraziare gli ignoti autori che mi permettono di ricordare quanto sia importante che le donne si impegnino e siano rappresentate ai massimi livelli della politica, dell’imprenditoria, della decisione. Grazie alle donne di questa meravigliosa squadra, che di questo impegno fanno quotidianamente la loro bandiera.

Quindi avanti senza tentennamenti, abbattiamo questo soffitto di cristallo e diamo alla nostra amata Viterbo una speranza di cambiamento”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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