Il Natale in città secondo Viterbo Civica
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Copiare quello che fanno altrove, decorare i monumenti principali della città come a Napoli o Vicenza. Per risparmiare sulle luminarie e ricoprire di fascino il centro storico. Questa la proposta di Viterbo Civica per il Natale 2016.

Il Natale in città secondo Viterbo Civica dovrebbe essere ripensato dal punto di vista delle luminarie.

“Puntualmente ogni anno ci ritroviamo con lo stesso problema: gli addobbi natalizi per abbellire la nostra città – scrive l’associazione -.

Non sarebbe un problema vero se i soldi ci fossero, ma in periodo di crisi tocca arrangiarsi e negli ultimi anni abbiamo assistito a decorazioni sempre più al ribasso, inoltre non ci sembra giusto destinare somme considerevoli in orpelli effimeri, sottraendoli ad altre e più fondamentali voci che riguardano la vita della comunità.

Viterbo Civica, come sapete, è un bagagliaio di idee perché ognuno ha la possibilità di apportare sue personali visioni della città in cui vorrebbe vivere. Noi prendiamo tutte queste idee che ci sono proposte e le rilanciamo alla nostra amministrazione.

Che cosa abbiamo pensato per il Natale 2016? Dato che Viterbo è la città delle torri e delle fontane, sarebbe auspicabile addobbare almeno la torre principale, in piazza del Comune, come vedete nella foto di Vicenza, in questo modo diventerebbe, non solo un addobbo molto originale, ma esalterebbe la bellezza naturale della torre con pochissima spesa.

Le nostre meravigliose fontane, invece, potrebbero diventare l’attrattiva principale delle varie piazze semplicemente addobbandole con dei Led, come dimostra l’esempio in foto della città di Napoli.

Insomma, basterebbe semplicemente copiare chi fa meglio di noi.  Per il prossimo anno proponiamo di illuminare e rendere protagoniste le bellezze della nostra città”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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