Il narratore Antonello Ricci testimonial di una campagna di prevenzione Asl

Poi l'invito chiaro: "Pensa a colori, scegli la prevenzione". Ricci, padre della Banda del Racconto e uno dei volti noti della società viterbese, ha prestato la faccia per invitare i concittadini a scegliere la prevenzione. Noi de La Fune rilanciamo l'invito, riproponendo le foto di quest'iniziativa.
Il faccione di Antonello Ricci, con l’occhio furbo di chi ha il guizzo del narratore. Il faccione di Antonello Ricci, narratore, per le vie di Viterbo. “Ho aderito all’invito”, recita la grande scritta rossa alla sua destra. Tutti intorno i loghi della Asl, della Regione Lazio e la spiegazione secca: “Programma di screening del tumore del colon retto dai 50 ai 74 anni”.
Poi l’invito chiaro: “Pensa a colori, scegli la prevenzione”. Ricci, padre della Banda del Racconto e uno dei volti noti della società viterbese, ha prestato la faccia per invitare i concittadini a scegliere la prevenzione. Noi de La Fune rilanciamo l’invito, riproponendo le foto di quest’iniziativa.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















