Il Museo Geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio guida le scuole della Teverina alla scoperta del territorio
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Nel mese di marzo lo staff del Museo Geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio incontrerà gli allievi delle scuole dei comuni della Teverina (primarie e secondarie di primo e secondo grado dell’Istituto Omnicomprensivo “F.lli Agosti”) per attività didattiche di laboratorio e visite guidate al borgo e al Museo, volte all’esplorazione, alla conoscenza e alla salvaguardia del territorio.

Nel mese di marzo lo staff del Museo Geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio incontrerà gli allievi delle scuole dei comuni della Teverina (primarie e secondarie di primo e secondo grado dell’Istituto Omnicomprensivo “F.lli Agosti”) per attività didattiche di laboratorio e visite guidate al borgo e al Museo, volte all’esplorazione, alla conoscenza e alla salvaguardia del territorio.

Le attività in programma sono tra quelle previste dal progetto “Sentiero Eno-Naturalistico della Teverina”, promosso dal Museo e dal Comune di Bagnoregio, all’interno dell’iniziativa “Creativi Per Natura” della Rete Sistemica Naturalistica (RESINA), patrocinata dalla Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, che nei prossimi mesi vedrà impegnati i diversi musei della Rete in attività connesse al proprio territorio di riferimento.

Il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti, ha rimarcato l’importanza del “percorso portato avanti con costanza e impegno dal Comune e dal Museo, coinvolgendo in questo nuovo progetto non solo le diverse realtà culturali e produttive per incrementare il turismo sostenibile nell’area, ma anche ponendo la dovuta attenzione alle nuove generazioni,offrendo a ragazzi e bambini la possibilità di conoscere il proprio territorio, uno stimolo per continuare il cammino per la sua valorizzazione e la sua tutela”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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