Il Museo Civico rimarrà aperto 25 aprile e 1° maggio
Museo Civico
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Il Museo Civico rimarrà aperto per il 25 aprile e il 1° maggio, come lo è stato a Pasqua e Pasquetta quando però non lo sapeva nessuno.

Il Museo Civico rimarrà aperto per il 25 aprile e il 1° maggio, come lo è stato a Pasqua e Pasquetta quando però non lo sapeva nessuno. La delibera di giunta votata il 29 marzo, tre giorni appena prima di Pasqua infatti non ha avuto grande visibilità e così l’apertura straordinaria è passata in sordina.

L’amministrazione comunale di Viterbo ha deciso quindi di proseguire ad aderire, “fino a diversa disposizione”, alle giornate di apertura dei luoghi della cultura statali, con le stesse modalità del Ministero della Cultura.

Insieme a questo il Comune di Viterbo ha deciso di aprire il Museo nelle giornate festive di aprile e maggio e quindi Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio. E in generale nelle domeniche di aprile 2018. L’ingresso sarà gratuito.

Ciò è reso possibile “dal moderno sistema di videosorveglianza del Museo – spiega il Comune di Viterbo – che consente di monitorare tutte le sale in modo approfondito e contestuale”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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