Il murale "dei briganti" di Cellere: un totem da scoprire
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Cellere dimostra che la bellezza e la forza si costruiscono a partire dalle proprie radici.

INSIDE – Nel luglio scorso, nel cuore del borgo di Cellere, incastonato tra l’Alta Tuscia e il mare, è stato inaugurato un murale che ha riscosso una risposta di enorme coesione sociale, nonostante la poca attenzione mediatica, che invece avrebbe dovuto avere. Intitolato “La Strada dei Briganti”, l’opera realizzata dall’artista Alessandra Carloni si può ammirare in Largo Carlo Alberto Dalla Chiesa, riscrivendo il paesaggio urbano di questo borgo storico e riconducendolo alle sue radici più profonde.

L’opera, parte di un progetto di riqualificazione urbana del Comune di Cellere, non è solo un intervento artistico, ma un racconto visivo che fonde il passato e il presente. Attraverso colori intensi e simboli evocativi, il murale esplora la leggendaria figura del brigantaggio nella Tuscia
laziale, con un focus speciale su Tiburzi, uno dei briganti più noti nato a Pianiano, frazione storica di Cellere. L’artista ha raccontato come il brigantaggio, figlio della povertà e della disperazione del XIX secolo, ha segnato il paesaggio della zona, creando una narrazione che sposa tradizione e modernità.

Il Comune, in una nota condivisa sulla sua pagina Facebook, sottolinea che l’opera è “un profondo tributo alla storia, alle tradizioni e al legame indissolubile della comunità con il proprio territorio”. Il murale non è solo un punto di attrazione estetica, ma uno strumento per riscoprire il patrimonio culturale e naturale del borgo. La sua collocazione strategica nel centro di Cellere lo rende un simbolo tangibile della capacità della comunità di unirsi per valorizzare la propria identità.

L’artista romana Alessandra Carloni, nota per lo stile unico che mescola elementi figurativi e visionari, ha lavorato con grande attenzione per reinterpretare lo “spirito del luogo”. Il suo intervento, che mescola figure storiche, paesaggi naturali e simboli culturali. Il mulare è strettamente connesso al Museo del Brigantaggio di Cellere che si trova a pochi metri dal murale e che racchiude la storia di questo fenomeno sociale, e al  Sentiero dei Briganti , un itinerario ideato dalla Comunità Montana “Alta Tuscia Laziale”.

Questo percorso di circa 100 chilometri, con segnaletica CAI, che parte dalla Riserva Naturale del Monte Rufeno e raggiunge il mare di
Montalto di Castro, attraversa luoghi legati al brigantaggio, come il Lago di Mezzano e Torre Alfina, offrendo una dimensione multidisciplinare (piedi, bici, cavallo) alla storia di un’epoca spesso dimenticata.

Cellere, con i suoi legami al Ducato di Castro e ai Farnese, è uno snodo strategico di questo contesto. La narrazione del murale si intreccia con il sentiero, diventando un invito a riscoprire le tracce di un passato conflittuale ma vitale per l’identità locale. Secondo il Comune, il progetto non solo rinvigorisce il paesaggio urbano, ma punta ad attrarre visitatori, promuovere il turismo culturale e rilanciare l’economia del territorio.

Per terminare possiamo dire che “Non serve sempre l’attenzione nazionale”, ha commentato un abitante, “Cellere dimostra che la bellezza e la forza si costruiscono a partire dalle proprie radici”. Il successo sociale dell’opera, unito alla sua dimensione educativa, conferma che l’arte pubblica può essere un catalizzatore di appartenenza e una finestra aperta verso il futuro. “La Strada dei Briganti” non è solo un muro dipinto, ma un ponte tra storia e contemporaneità, un invito a guardare al proprio territorio con orgoglio e curiosità. Un esempio di come l’arte possa
trasformare la memoria nel motore di un rinnovamento vitale.

©MaurizioDiGiovancarloTusciaFotografia

 

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