Il mondo dell'agricoltura: "No al balzello dell'Imu sui terreni"
manifestazione Imu agricola
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Un no secco all'Imu agricola si è alzato questa mattina da piazza del Comune, a Viterbo. Una manifestazione organizzata da Agrinsieme, per dire no a un balzello particolarmente odioso. In 200 hanno evidenziato questa posizione di contrarietà, una delegazione è stata accolta dal prefetto Scolamiero.

Tutti in piazza per dire no al balzello dell’Imu agricola. Una tassa che il mondo dell’agricoltura non riesce a digerire, consapevole dell’ingiustizia che esplicita e delle difficoltà che andrà ad aggiungere in un comparto già in difficoltà. In duecento stamattina sotto il palazzo della Prefettura, per la manifestazione organizzata da Agrinsieme.

Un sit in che ha scosso il capoluogo e l’intera provincia. Una manifestazione fortemente voluta da Confagricoltura, in prima fila con il presidente Giuseppe Ferdinando Chiarini, Confcooperative, rappresentata dal presidente Bruna Rossetti, Cia con Frabizio Pini e Lega Coop coordinata da Angelo Bini.

Con il popolo dell’agricoltura viterbese anche tanti sindaci e il presidente della Provincia Marcello Meroi. Una delegazione è stata accolta dal prefetto Antonella Scolamiero, che ha garantito che la voce del territorio arriverà alle orecchie del governo.

Una tassa, l’Imu agricola, che va a colpire imprenditori e agricoltori, diverse esenzioni infatti sono state trinciate. L’esenzione ormai interessa solo 15 comuni della Tuscia, di cui quelli totalmente fuori sono solo 8. 7 invece quelli esentati per i professionisti. Agrinsieme ha lanciato dalla piazza un appello forte ai parlamentari viterbesi, affinché si attivino contro questa tassa giudicata in commentabile a vari livelli.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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