Il mito dei Pugnaloni di Acquapendente risplende, l'edizione 2024 vinta dal Gruppo Barbarossa
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VITERBO - Secondo Sant'Anna, al terzo posto Porta della Ripa - Centro. Il verdetto al termine di una giornata ricca di festeggiamenti.

ACQUAPENDENTE – L’opera realizzata dal gruppo Barbarossa vince l’edizione 2024 dei Pugnaloni di Acquapendente, la tradizionale manifestazione della cittadina dell’Alta Tuscia che ha per protagonisti gli splendidi mosaici verticali di fiori e foglie realizzati in onore della Madonna del Fiore. Al secondo posto si posiziona il gruppo Sant’Anna, terzo invece Porta della Ripa – Centro. A seguire, quarto piazzamento per il gruppo Via Francigena, quinto Via del Carmine e sesto Prima Equipe Via del Fiore.

Il verdetto della giuria è arrivato al termine di una giornata ricca di iniziative che ha costituito il clou dei festeggiamenti e che, nonostante il meteo variabile, ha attirato un’ottima cornice di pubblico ad Acquapendente.

I Pugnaloni sono stati esposti lungo vie e piazze e nel pomeriggio portati in sfilata in una città animata da sbandieratori e corteo storico. In Piazza Girolamo Fabrizio è andato in scena il tradizionale spettacolo delle bandiere in attesa della processione religiosa e dell’arrivo dei Pugnaloni, per poi procedere alla proclamazione del vincitore e alla premiazione.

 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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