
MARTA – Il divo di Hollywood Stanley Tucci – basta scorrere velocemente la scheda che lo racconta su Wikipedia (leggi qui) o ricordare il suo ruolo in Il Diavolo Veste Prada – “impazzito” per la sbroscia dei pescatori di Marta.
C’è una docu-serie (Tucci in Italy), disponibile nella sezione National Geographic di Disney Plus, che sta letteralmente spopolando. Racconta il cibo italiano attraverso un viaggio, al momento in cinque regioni. Protagonista dell’avventura è la star americana Stanley Tucci.
Dal pesto di aghi di pino alla pizza romana, Stanley Tucci racconta i piatti e le tradizioni di cinque regioni italiane. In parte lettera d’amore, in parte immersione cinematografica nelle connessioni tra cibo, persone e paesaggi, la nuova serie vede l’attore incontrare gente di ogni estrazione sociale: immigrati, chef pionieristici, tradizionalisti militanti e butteri toscani. La sua convinzione è che, a prescindere da chi siamo e da dove veniamo, tutti abbiamo i nostri modi di vivere, mangiare e amare, ma questo non significa che dobbiamo essere divisivi.
A una domanda durante un’intervista a Londra Tucci ha risposto: “Si impara sempre qualcosa. Non conoscevo l’Abruzzo, né lo stufato di pesce d’acqua dolce nei dintorni di Roma. Anche se non è troppo diverso dal pesce di mare, il modo in cui lo preparano, i loro pensieri, l’amore dei pescatori per questo pesce sono affascinanti. Lungo il percorso si scoprono tutti questi piccoli dettagli che aiutano a creare connessioni con il proprio passato”. E indovinate cosa è “lo stufato di pesce di lago” di cui parla? Ovviamente “la sbroscia”, che Tucci ha mangiato proprio in riva al lago al borgo dei pescatori, dopo averla cucinata insieme a Giuliano Rocchi, presidente della Cooperativa dei pescatori di Marta.
Un omaggio ma anche uno spot internazionale per il piccolo borgo della Tuscia e per i panorami stupendi dell’intera provincia. Nella puntata dedicata al Lazio Tucci viene accolto a Marta dal giovane pescatore Daniele Papi. Il ragazzo è di ritorno dalla pesca e ha con sé “la materia prima” del lago: tinca, capitone e luccio. Lo porta nella sede della cooperativa e qui i pescatori iniziano la magia: cucinano la zuppa di pesce di lago.
Un racconto semplice e appassionato, all’ombra di un grande quadro della Madonna del Monte. Davanti al pentolone dove il pesce cucinato si trasforma in profumo Tuccia parla con i pescatori e tira fuori un racconto davvero poetico. Poi l’atto finale del mangiare insieme, in riva a quel lago così generoso e capace di catturarti, lo racconta Giuliano, come una bella donna.


















