Il mistero della mancata inaugurazione del parcheggio fuori porta Faul
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VITERBO – Il parcheggio è terminato da tempo ma non è mai entrato in funzione. Probabilmente qualcosa non va…anche se nessuno sa bene cosa. E sui social i cittadini esprimono tutto il loro disappunto.

VITERBO – Il parcheggio fuori porta Faul è terminato da tempo ma non è stato mai inaugurato né, tantomeno, è mai entrato in funzione.

Probabilmente qualcosa non va e che ne ritarda l’utilizzo.

Intanto sui social piovono le critiche dei cittadini: “Ci vuole più per inaugurarlo che per farlo” di ce un internauta, “Se i posti per le auto vengono occupati tutti , i pulman non riescono a passare . Chi ha studiato la disposizione dei posti evidentemente non ha mai portato un pulman da 12 metri e oltre” afferma un altro utente.

Un altro ancora ipotizza un’ ipotesi: “Non lo inaugurano perché prima devono spostare il palo della luce”.

Chissà in questo “toto-causa” della mancata inaugurazione chi avrà ragione? Anche perché, ad oggi, dall’amministrazione tutto tace e, in mancanza di una comunicazione ufficiale, le voci si sprecano.

Sempre sui social alcuni cittadini fanno notare la totale assenza di piante ombreggianti: “Una distesa di cemento senza nemmeno un albero. Nemmeno negli Anni 70 li facevano così i parcheggi”. Altri pongono l’accento, dato che questo parcheggio dovrebbe fornire accoglienza ai turisti in visita alla città dei papi, sull’ assenza di servizi igenici: “Fatemi capire. Ma un turista dopo 200km arriva lì e non trova nemmeno un bagno?!

Tutte domande a nostro avviso legittime.

Ritardi nell’ entrata in funzione, mancanza di una comunicazione ufficiale, assenza di alberi, assenza di servizi igenici… Non sarà mica che l’utente medio di Facebook ci abbia visto più lungo di progettisti e amministratori? Sarebbe veramente imbarazzante per una classe che, impropriamente, continua a chiamarsi “dirigente”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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