
VITERBO – “Il calcio è sparito a Viterbo per colpa del Comune”, è partita da questa frase la sindaca Chiara Frontini nel suo intervento, molto atteso, al consiglio straordinario sul Rocchi.
“In questa stanza ci sono diversi di voi che sanno l’impegno che ci mettiamo. A volte le cose ci riescono bene, a volte meno bene. Questa dello stadio è sicuramente una cosa che non è riuscita bene – ha continuato il primo cittadino -. E’ aberrante l’illazione che in questa aula ho sentito di qualcuno che ha detto che magari l’abbiamo fatto apposta. Magari lo abbiamo fatto apposta perché chissà quale retroscena, quale strategia, dell’amministrazione ci sarebbe nel non fare giocare il calcio al Rocchi.
Questo lo rispedisco al mittente e ce lo rispedisco con gli interessi perché quello che sta succedendo su questa vicenda è un qualcosa che ci fa rabbia. Sentire dire che il calcio a Viterbo è sparito per colpa del Comune è assurdo. Il Comune non ha prorogato una convenzione esistente e poi ha seguito quello che prevedono le norme. E’ un mondo al contrario quello di chi dice che la colpa di quanto accaduto è del Comune e non di chi non aveva i requisiti per partecipare alla manifestazione d’interesse”.
“Il Comune si è fatto carico di tutto: abbiamo salvato il PNRR perché ci sembrava giusto lavorare per uno stadio più bello – ci ha tenuto a precisare Frontini -. Ci siamo fatti carico di tutta una situazione pregressa e abbiamo cercato di mettere le cose al posto giusto, pezzetto per pezzetto. Se oggi non c’è una squadra che sta giocando al Rocchi alla fine è colpa del sindaco? Accetto se mi volete dare la colpa ma non si dica che il Comune ha fatto sparire il calcio a Viterbo.
La Regione ci scrisse nel 2015 per dire che lo stadio non può essere dato gratis perché è una struttura di valenza economica. Affibbiatemi la responsabilità di risolvere il problema ma la responsabilità che oggi non c’è il calcio a Viterbo almeno dividiamocela con chi non aveva i requisiti per la manifestazione d’interesse. Sta a noi risolvere questa situazione, lo so e non ho mai fatto un passo indietro. Poi c’è chi vuole distorcere la realtà di certe frasi e significati, quando abbiamo capito che c’era qualche problema io ho chiamato i tifosi, ma voi non siete venuti.
Quale sindaco ha dovuto affrontare una situazione come questa nella storia dei sindaci della città? Va bene che dobbiamo farci carico di tutti ma concedeteci almeno il riconoscimento dell’impegno e della buona fede. La soluzione è acquisire definitivamente la proprietà dello stadio e fare la gara. Non ce ne sono altre. E’ chiaro che a oggi dobbiamo farci una domanda: credete che sarà possibile fare giocare la squadra che vincerà la gara nello stadio quest’anno? No, ma quest’anno almeno abbiamo pulito il tavolo dagli inghippi che c’erano. Pulito da tutte le questioni di carattere amministrativo che sono emerse. Non c’è stato un giorno che non abbiamo parlato dello stadio.
Il mio impegno, oggi, è fare sì che nel prossimo campionato lo stadio Rocchi abbia la sua squadra. Quest’anno dobbiamo ricordarlo e viverlo come un anno di sofferenza necessario per mettere ordine, che è anche uno dei motivi per cui i viterbesi ci hanno messo qua. Su quello che accadrà pendono i procedimenti amministrativi ma mi auguro che le cose andranno per il verso giusto. Vi garantisco il massimo dell’impegno affinché possiamo centrare l’obiettivo”.
In conclusione del suo intervento la sindaca ha ribadito un invito ai tifosi a mantenere vivo il dialogo e il confronto sul Rocchi. Poi la conclusione: “Sono certa che tutto questo rimarrà solo un brutto ricordo di cui sapremo fare esperienza. Immaginate una concessione a dieci anni che tipo di solidità può dare al progetto. Noi vogliamo vedere crescere lo stadio, lo sport, la squadra. Negli indirizzi che daremo la regola è che chi più investe più sarà premiato. Vi lascio la garanzia da parte mia di un dialogo e un impegno costante, la serietà di chi non si è mai nascosto e che lavora per ottenere risultati perché siamo tutti qui per Viterbo”.


















