Il ministro Orlando a Viterbo per lanciare i candidati appoggiati dal Pd e aprire il lavoro sul referendum di ottobre
Andrea Orlando
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Appuntamento alle 18 a Palazzo Gentili, all'interno della sala conferenze. Sarà presente anche il segretario regionale del partito Fabio Melilli. A fare gli onori di casa il segretario provinciale Andrea Egidi.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando a Viterbo per la presentazione dei sindaci, in corsa per le amministrative di giugno, sostenuti dal Partito Democratico.

Appuntamento alle 18 a Palazzo Gentili, all’interno della sala conferenze. Sarà presente anche il segretario regionale del partito Fabio Melilli. A fare gli onori di casa il segretario provinciale Andrea Egidi.

L’incontro segna un passaggio importante per il Pd locale. Oltre a lanciare le candidature dei sindaci sarà aperto il lavoro sul referendum costituzionale di ottobre, dove i democratici sono chiamati all’impegno nella costituzione dei Comitati per il Sì.
I candidati appartenenti al Pd in corsa sono Luciano Cimarello (Montefiascone), Angelo Ghinassi (Acquapendente), Publio Cascianelli (Arlena di Castro), Emanuele Maggi (Bassano Romano), Eugenio Stelliferi (Caprarola), Giuseppe Fraticello (Lubriano), Emanuele Rallo (Oriolo Romano), Franco Pacchiarelli (Valentano), Lina Novelli (Canino), Giancarlo Piergentili (Fabrica di Roma), Domenico Tarantino (Soriano nel Cimino).

Gli aspiranti al titolo di primo cittadino che non hanno in tasca dal tessera del partito, ma comunque sono i cavalli su cui i democratici hanno voluto puntare, sono Franco Coppari (Vetralla), Angelo Ciocchetti (Orte), Paolo Parretti (Corchiano), Danilo Piersanti (Gallese).

Diverse le scommesse dem su giovani e discontinuità. I casi più significativi si registrano a Oriolo Romano con la candidatura di Emanuele Rallo, ad Acquapendente con Ghinassi, a Vasanello con Mecocci, a Bassano Romano con Maggi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la scommessa su due candidati a sindaco non tesserati: Ciocchetti a Orte e Grassotti a Vitorchiano.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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